10 MAN TGS per la Pedemontana

10 MAN TGS per la Pedemontana

10 MAN TGS per la Pedemontana. La società consortile SIS sta realizzando il tratto veneto della Pedemontana e ha scelto 10 MAN TGS 8×4 per la sua operatività. La sigla del Consorzio Stabile SIS è l’acronimo delle iniziali delle tre società che lo costituiscono: le italiane INC, che ne detiene la maggioranza, la Sipal Spa, sempre del Gruppo FinINC Spa e la spagnola Sacyr SA. Il Consorzio è nato a Torino, dove ha sede la direzione, nel 2003 per iniziativa di INC con lo scopo di sviluppare le proprie competenze nel settore infrastrutture. INC operava infatti dalla fine degli anni Sessanta e aveva maturato nel corso degli anni una solida esperienza nel campo delle costruzioni industriali, civili e infrastrutturali, contribuendo anche alla realizzazione di importanti opere come il traforo del Fréjus e, grazie anche all’acquisizione di altre imprese italiane, aveva saputo consolidare il proprio know-how. Sipal Spa è invece una società di progettazione che spazia in diversi settori, dalla sicurezza informatica all’aerospaziale e difesa, oltre ovviamente alle infrastrutture.

La Pedemontana Veneta

La “Superstrada a pedaggio Pedemontana Veneta” si sviluppa nel contesto del Corridoio 5 (l’arteria multimodale che collega Lisbona a Kiev), in un’area dove la rete autostradale nazionale mostra maggiori problemi a causa della forte saturazione delle arterie esistenti. Così la sua costruzione costituirà l’ideale chiusura di un anello che racchiude l’intera area centrale veneta, congiungendo la provincia vicentina a quella trevigiana e interessando in particolare l’ambito territoriale della valle dell’Agno, tra Montecchio Maggiore e Castelgomberto, e della zona pedemontana veneta, tra Malo e Bassano del Grappa in provincia di Vicenza e tra San Zenone degli Ezzelini, Montebelluna e Spresiano in provincia di Treviso. Il progetto della Pedemontana Veneta interessa il territorio di 36 Comuni, di cui 22 nella Provincia di Vicenza e 14 nella Provincia di Treviso. Terminata la costruzione, il Consorzio Stabile SIS ne avrà la gestione in concessione per 39 anni. “La flotta SIS si compone di un centinaio di veicoli industriali allestiti con cassone ribaltabile, betoniere e gru retrocabina, oltre alle macchine movimento terra – spiega Nicolò Saitta, responsabile dell’Ufficio acquisti -. I 10 nuovi MAN TGS 41.440 8×4 con cassone ribaltabile posteriore sono il più recente acquisto e i primi modelli del costruttore tedesco nel nostro parco, una scelta dettata dalla volontà di confrontarli con veicoli industriali già in nostro possesso, visto che i MAN hanno una consolidata fama nell’ambito cava-cantiere e definiscono dei parametri di assoluto livello soprattutto nei consumi di carburante, un dato sempre più importante anche per una società che come mission non prevede lunghe percorrenze, ma un uso continuativo e stressante del veicolo”.

Il TGS 41.440 8×4 del Consorzio Stabile SIS

Veicolo cava-cantiere per eccellenza, i 10 MAN TGS 41.440 8×4 consegnati al Consorzio Stabile SIS sono nella versione con cabina media M, la più compatta dell’offerta, corta e con tetto basso. La driveline è quanto di più collaudato si possa immaginare: motore D26 di 13 litri per una potenza di 440 cv e una coppia di 2.100 Nm, cambio manuale ZF a 16 rapporti e un rapporto al ponte di 4,83 che dichiara tutta la vocazione “cantieristica” di questi TGS, ribadita anche dalle sospensioni anteriori e posteriori a balestre paraboliche; il cassone ribaltabile posteriore è stato realizzato dalla Cantoni.

La driveline è quanto di più collaudato si possa immaginare: motore D26 di 13 litri per una potenza di 440 cv e una coppia di 2.100 Nm, cambio manuale ZF a 16 rapporti e un rapporto al ponte di 4,83 che dichiara tutta la vocazione “cantieristica” di questi TGS, ribadita anche dalle sospensioni anteriori e posteriori a balestre paraboliche; il cassone ribaltabile posteriore è stato realizzato dalla Cantoni.
La driveline è quanto di più collaudato si possa immaginare: motore D26 di 13 litri per una potenza di 440 cv e una coppia di 2.100 Nm, cambio manuale ZF a 16 rapporti e un rapporto al ponte di 4,83 che dichiara tutta la vocazione “cantieristica” di questi TGS, ribadita anche dalle sospensioni anteriori e posteriori a balestre paraboliche; il cassone ribaltabile posteriore è stato realizzato dalla Cantoni.

La driveline è quanto di più collaudato si possa immaginare: motore D26 di 13 litri per una potenza di 440 cv e una coppia di 2.100 Nm, cambio manuale ZF a 16 rapporti e un rapporto al ponte di 4,83 che dichiara tutta la vocazione “cantieristica” di questi TGS, ribadita anche dalle sospensioni anteriori e posteriori a balestre paraboliche; il cassone ribaltabile posteriore è stato realizzato dalla Cantoni. La driveline è quanto di più collaudato si possa immaginare: motore D26 di 13 litri per una potenza di 440 cv e una coppia di 2.100 Nm, cambio manuale ZF a 16 rapporti e un rapporto al ponte di 4,83 che dichiara tutta la vocazione “cantieristica” di questi TGS, ribadita anche dalle sospensioni anteriori e posteriori a balestre paraboliche; il cassone ribaltabile posteriore è stato realizzato dalla Cantoni.