Austria Sospende Schengen: e i camion?

Austria Sospende Schengen: e i camion?

Austria Sospende Schengen. Non si capisce se pensino all’impatto sul trasporto.

I principali corridoi transeruopei che passano per l'Italia. Si tratta delle reti TEN-T sia stradali sia ferroviarie.
I principali corridoi transeruopei che passano per l’Italia. Si tratta delle reti TEN-T sia stradali sia ferroviari. Quasi tutti già completamente realizzati.

L’Austria sospende il trattato di Schengen. Ovviamente è un diritto previsto dallo stesso trattato, ma la cosa è stata fatta così… a freddo. La Francia lo ha sospeso dalle tragiche vicende di Parigi, ma nel Paese transalpino è in vigore una sorta di stato di emergenza, proclamato dal Presidente Hollande e votato dal parlamento all’unanimità. Controlli strettissimi sono in vigore in Belgio, senza uno stato di emergenza formale, e anche Danimarca, Svezia e Norvegia (quest’ultima non fa parte della UE, ma aderisce a Schengen), questi tre paesi dicevamo hanno iniziato a sopendere nel giro di qualche giorno, almeno in parte, il trattato di Schengen. Anche in Svizzera i controlli sono molto più severi. A questa pattuglia di nazioni del Nord e della Mittel Europa si vorrebbe unire la Slovenia e, forse, in cuor loro anche Polonia e Ungheria, dove già i controlli sono tutt’altro che a campione, cosa che accade anche in Grecia, pur senza una “denuncia” formale del trattato. Nei paesi EU non Schengen ovvero Bulgaria, Romania e da poco Croazia, i controlli sono più attenti che mai.

Il fatto è che l’Austria è il naturale passaggio per italiani e tedeschi nei due sensi. Due delle quattro economie più grandi della EU che sono fortemente interdipendenti una dall’altra. Inoltre non è che le vie di passaggio tra Austria e Italia (tra Germania e Austria è diverso) siano così tante: la parte del leone la fa, da sempre, il Brennero.

Ogni giorno, con vistose differenze da stagione a stagione, transitano dal Brennero e, in Austria, sull’Europabrucken in media 40.000 veicoli di cui un po’ meno di 1/3 sono veicoli industriali, commerciali e per il trasporto collettivo di persone.

Durante le feste, subito dopo capodanno, si è creata una coda al Frejus (per via dei controlli francesi, ma il Paese è in stato di emergenza e la cosa non è permanente) della durata di cinque o sei ore. Difficile capire cosa possa succedere al Brennero dato che il traffico è almeno dieci volte tanto. Chi ci è passato ieri sera e stanotte riferisce di andamenti lenti ma regolari e anche di controlli un po’ a campione dato che la polizia austriaca non si è ancora attrezzata per controllare il 100% di chi transita.

È evidente che si potrebbe arrivare a decine di ore perse nell’attraversamento dell’Austria nei due sensi (sono quattro controlli in tutto). Ovvio che Germania e Italia protestino.

L’Austria con i suoi pedaggi, i divieti notturni, i limiti di rumorosità e la rigidità della sua polizia non è mai stata amata dagli autotrasportatori, sia italiani sia tedeschi, che la pensano più o meno allo stesso modo.

Non vogliamo buttarla in politica, ma il problema è reale e molto serio. Certo quest’anno dovrebbe aprire il tunnel ferroviario del Gottardo e aumentare la capacità intermodale, ma sul Brennero la galleria base è ben lontana dall’essere completata e la ferrovia storica è assolutamente al limite della capacità possibile che potrebbe essere aumentata solo eliminando i treni passeggeri. Non vorremmo che questa fosse l’ennesima perdita di competitività per le aziende italiane.