Buon compleanno Multitrax!

Buon compleanno Multitrax!

Buon compleanno Multitrax! Una società Inarrestabile! Compie 20 anni il Gruppo fondato da Rinaldo Maggi, e ora condotto dai figli Andrea e Alberto. Facciamo il punto con la seconda generazione

Due decadi sono un traguardo importante, in modo particolare in un ambito diventato così complicato e difficile come quello del trainato?
Senza dubbio, in pochi anni è mutato tutto, la crisi ha portato via molte firme storiche del nostro settore, o ne ha cambiato le sorti. Noi, seguendo il pensiero di nostro padre, siamo riusciti a crescere e a trasformarci in una realtà più che consolidata e affidabile per i clienti.

Che visione aveva vostro padre?
La sua visione è stata sempre molto chiara, sin dal 1996, quando ha fondato la Multitrax: proporre in Italia marchi, prodotti e soluzioni tecnologiche straniere. Ha guardato oltre. Cosa difficile alla fine degli Anni ’90, in un momento in cui la crescita era quasi forsennata, pensare di staccarsi dai prodotti nazionali e con intelligenza e curiosità scegliere altre strade e brand. La sua seconda visione, o strategia, è stata la continuità.

Ovvero?
La continuità di collaborazione con i partner scelti. Il rapporto duraturo con i costruttori di trailer, che aveva individuato in tutta Europa, dalla Germania, soprattutto, più evoluta da sempre in molti ambiti del trasporto professionale, per poi creare il medesimo rapporto di fiducia con i clienti italiani.

Che dura tutt’ora?
Si. Dal 1996 a oggi i marchi che sono stati scelti da nostro padre o da noi, quando lo abbiamo affiancato, sono i medesimi. Come i clienti, quelli storici della prima ora e quelli che aggiungiamo ogni anno. Offriamo certezze, professionalità, garanzie.

La Multitrax però ha subito una trasformazione in questi anni?
Nei suoi 20 anni la società è cambiata; dal rappresentare, con successo un produttore generalista come il costruttore tedesco Kögel, abbiamo volto il Gruppo a rappresentare unicamente un pannello di marchi di nicchia, in cui i servizi ai clienti peseranno sempre di più

Diteci meglio, allora. Perché vi sono all’orizzonte altre novità?
Finchè il mercato tiene con le vendite, numerose, non vi è alcun problema di sorta, ma se il mercato, come ha fatto da dopo il 2008, inizia a calare le difficoltà iniziano a sentirsi. È a questo punto che si deve avere un cambio di passo, che si deve guardare oltre; come ha fatto nostro padre. Dal 2016 la Multitrax oltre ai marchi che rappresenta da anni, Feldbinder, Doll, D-Tec, Kraker ha affiancato un nuovo brand (in effetti è da inizio 2015 che lo stiamo importanto): la francese Benalu. Specializzata in casse per rifiuti, agricoltura e rottami.

Ma non solo?
A questo nuovo comparto del trasporto professionale, affiancheremo da subito il settore del Service e dei ricambi.
Da dove nasce questa
esigenza?
Il nostro cliente ha un guasto e spesso perde tempo nei fermi macchina. Aspetta e perde una commessa, o non la soddisfa nei termini richiesti. Noi cerchiamo di limitare al mimino questo problema facendoci carico della gestione dei ricambi.

Che avete a listino e a disposizione in sede?
Esattamente. Abbiamo in azienda inaugurato uno spazio dedicato all’after-market. Abbiamo tridem interi e pezzi di assali, dalle pinze alle boccole, dal mozzo alle pastiglie; abbiamo profili stecche per i piani mobili Cargofloor in pronta consegna. Chi monta quel modello di piano mobile da noi trova ogni parte di ricambio.

Senza aggravi di prezzo?
No. I listini sono imposti, ma noi abbiamo i pezzi a casa. Pronti.

Parliamo, adesso dei singoli marchi che importate. ma prima due battute sulla società. fatturato e dipendenti?
Siamo una struttura leggera, non raggiungiamo le 10 persone. E il fatturato 2015 è stato di circa 9 milioni di euro. Nel complesso dovrebbe assestarsi fra i 9 e i 12 all’anno. Dipende dal mercato. Se alcuni settori, come quello delle MMT, non riprende non potremo crescere in quell’ambito.

Parliamo, allora, della Doll. Gruppo tedesco proprio specializzato nei mezzi per trasporti eccezionali?
La società è stata da pochi mesi rilevata da un fondo di private equity, e di positivo del suo ingresso vi è che è un fondo molto solido, che ha già stanziato milioni di euro per la produzione di mezzi a stock, da mettere a disposizione di noi partner da fare vedere e testare ai clienti, e dato l’alto costo di questi mezzi è facile capire quanto DOLL creda nella ripresa del mercato, soprattutto italiano. Le linee di produzione, poi, in Alsazia nella sede principale della Doll sono state rinnovate per produrre nuove linee di prodotto con consegne più veloci. Noi dietro siamo pronti. Appena riparte il mercato siamo in grado di affrontarlo. Ma per il momento il comparto delle costruzioni è fermo.

Al nuovo brand Benalu come siete arrivati?
In gamma ci mancava. Ovvero abbiamo le cisterne per il calcestruzzo e i clienti che le utilizzano hanno anche in flotta i trailer ribaltabili. Ovvio pensarci.
Ma dovevamo individuare un marchio conosciuto, affidabile, e non ‘importato’ in Italia in modo zoppicante rappresentato da più rappresentanti. Benalu ci è sembrata la soluzione migliore.

Come vi siete mossi?
Li abbiamo italianizzati. Prima di tutto devi conoscere il tuo mercato, capire che cosa abbisogna e offrirlo a un prezzo corretto. Ci abbiamo lavorato un anno e mezzo. E ora possiamo offrire una gamma completa da 22 a 80 mq. Casse tonde, quadre, pallettizzabili, con sponde e spessori differenti. Soprattutto ci siamo concentrati sulle porte. In Francia lo standard è la porta basculante e a libro, da noi è basculante ma a bandiera, per assicurare la tenuta stagna alla cassa. Abbiamo ordinato una seconda serie di casse con nuove guarnizioni e dettagli, come la chiusura con i soffietti pneumatici, gli scalini sulla cassa.. . Siamo andati in azienda, anche con i clienti. E in questi primi mesi abbiamo venduto 10 mezzi. Il nostro target è arrivare a 50 pezzi all’anno. Intanto per il 2016 puntiamo ai 35 esemplari. Poi, cosa non trascurabile, abbiamo pensato a tutte le omologazioni, per metterli su strada senza rallentamenti. Adesso abbiamo, come detto, tutta la gamma fra vasche fisse e ribaltabili in lega e anche in acciaio. Per il settore agricolo e per quello del waste.

Che ci porta ai piani mobili Kraker?
Hanno inaugurato una nuova fabbrica. Una nuova struttura da 7 mila mq che porterà l’anno prossimo la produzione da 600 a 1.600 piani mobili all’anno.
Questo mercato sta crescendo per l’aumento del range di utilizzo. Prima i piani mobili erano solo dedicati al settore del trasporto rifiuti, ma invece sono mezzi molto flessibili, adatti ai prodotti sfusi o pallettizzabili.
In Europa si utilizzano già per più mission. Con Kraker abbiamo in mano un marchio molto conosciuto e europeo, per cui adesso sono i clienti stessi a cercarci. Lo seguiamo da 6 anni e con la fabbrica nuova con i nuovi impianti di verniciatura avremo una serie di semirimorchi molto competitivi da proporre in più settori strategici: trasporto sfusi agricoli, trasporto trucioli e legno, trasporto in pallet.

Siamo quasi alla fine. Restano i portacontainer D-Tec?
Non solo, dell’olandese D-Tec importiamo da 3 anni anche le cisterne dedicate al trasporto del liquame da digestato da agricoltura per alimentare gli impianti di produzione di energia elettrica da biomasse. Un nuovo ambito in cui ci stiamo facendo conoscere, partecipando per la seconda volta alla fiera Eima di Bologna e alla fiera del bovino da latte di Cremona.

Tornando ai
portacontainer?
Sono un mercato oramai consolidato. L’anno scorso ne abbiamo venduti più di 100 esemplari. La D-Tec durante la crisi ha innovato tecnologicamente i propri trailer, per materiali, pesi e soluzioni tecniche.
Quindi ha prodotto mezzi più competitivi e a minor costo, perché grazie agli investimenti anche nella catena di montaggio il mezzo adesso costa meno, il rapporto qualità prezzo è migliorato. Facciamo ordinativi a stock e assicuriamo consegne rapide. I nostri portacontainer sono ormai da anni affermati nel mercato italiano.
E anche la D-Tec sta ampliando la propria sede, Insomma abbiamo alle spalle marchi molto vivaci.

Come la Feldbinder, il vostro marchio più ‘antico’?
È il produttore più blasonato d’Europa, leader indiscusso di tutto il settore del cisternato. Il primo brand che nostro padre, Rinaldo, dopo la lunga carriera, fino ai vertici, della Piacenza aveva intuito come competitor ‘assoluto’. In questo ambito abbiamo clienti consolidati, e quindi in base al mercato, a quello che fa le nostre vendite salgono o scendono. Attualmente il mercato italiano è fatto dalle ribaltabili, le fisse per calcestruzzo sono ferme come è fermo, come si diceva, il settore delle costruzioni. Ma le cisterne ribaltabili per plastiche, Adr e alimentari invece vanno bene.
In questo ambito avete intuito anche un nuovo sbocco?
Si. Sempre più aziende cercano tank container a pressione, silos container da 30 piedi per il trasporto intermodale. Queste cisterne in pratica, con una capacità di 52 mc svolgono quasi il medesimo lavoro di una cisterna ribaltabile stradale, ma abbatti il costo dei fermi macchina, delle manutenzioni e dei rischi della strada.
Metti tutto su un treno e non ci pensi più. Il container ha una vista media di 20 anni.
Molto più alta di una cisterna ribaltabile. Se completi un treno blocco, acquistando il numero necessario di tank container, diventi un operatore intermodale professionista. In più è ben pagato anche il solo stoccaggio nei tank, per le consegne just in time.

Non vi fermate?
Dal 2016 saremo pronti anche con una nuova attività: il noleggio di trailer di tutta la nostra gamma in vendita
Ribaltabili, tank container, cisterne. Ma ne riparleremo a breve. Senza dubbio faremo 3 cose in futuro: vendita trailer, assistenza e noleggio.
E poi cercheremo sempre di evolverci anticipando le esigenze del mercato, seguendo l’insegnamento di nostro padre.

 

Lo stand al Transpotec 2015
Lo stand al Transpotec 2015
Lega leggera Benalu
Lega leggera Benalu
Ribaltabile Feldbinder
Ribaltabile Feldbinder
Piano mobile Kraker
Piano mobile Kraker

Multitrax

Panther Doll
Panther Doll