DAF per Fertrans

DAF per Fertrans

DAF per Fertrans. L’occasione della consegna ufficiale di una prima tranche dei 30 DAF XF 460 con cambio automatico e cabina Space Cab, in consegna alla Fertrans, alla presenza di Gianfranco Ferretti, presidente di Fertrans, Paolo Starace, AD di DAF e di Edoardo Gorlero, AD di Paccar FI, ci ha dato occasione per scambiare qualche battuta con la famiglia Ferretti e i manager DAF.

Quando siete nati?

Abbiamo 60 anni alle spalle, e siamo alla terza generazione, ma in verità siamo giovani – risponde Gianfranco Ferretti. Siamo una società un poco anomala, è nata nel 1953 formalmente. Io fino a 40 anni facevo l’artigiano. Ma alle spalle avevamo l’esperienza di mio padre Leopoldo, che con un Esatau iniziò l’attività. Poi è toccato a me con un Fiat 691 N, e poi nel 1979 ai miei due figli, che sono entrati in azienda. Eugenio al traffico nel 2007, quando abbiamo aperto la sede in Bulgaria e Emanuele agli acquisti e alla manutenzione nel 2010. Mi sento più un fratello maggiore, che un padre che tramanda qualcosa. Stiamo crescendo insieme, sin dall’inizio.

 

Come avete iniziato?

Avevamo solo 4 mezzi, ma le idee chiare. Già nel 1990 abbiamo iniziato a lavorare all’estero, prima con la Spagna e poi con la Francia ma sempre guardando all’Est d’Europa e anche oltre. Ora abbiamo 5 sedi (Romania, Bulgaria, Francia, Spagna, Mali) oltre a quella principale qui ad Alseno, 300 dipendenti e organizziamo 60 trasporti all’anno. Di cui 40 mila via mare, soprattutto verso la Spagna, e con treni intermodali verso la Francia. Sempre senza accompagnamento. E fatturiamo 40 milioni di euro.

 

In pratica quanti viaggi sono al giorno?

Circa 110 e vogliamo arrivare a breve a 200. Per mare serviamo la penusola Iberics, con treni a tariffa Flex. In pratica la ferrovia mette a disposizione 5 treni al giorno. A noi interessa che in 24 ore dopo averlo affidato ai binari sia in consegna. Non ci interessa se parte con i primo treno o con il quinto.

 

Che cosa trasportate?

Il core business è il trasporto dell’acciaio in coil. Lavoriamo per l’Ilva, l’Acelor Mittal, il Gruppo Margegaglia, con tutte le principali acciaierie europee. Poi con la cartiere e da pochi mesi abbiamo anche, acquistando 20 piani piani mobili Knapen nel settore degli sfusi. Nei viaggi di ritorno dalla Francia trasportiamo caolino, che serve nell’industria delle ceramiche.

 

Oltre ai Knapen che mezzi avete?

In totale sono 420 trailer e i portacoil, 180, sono la maggioranza. Sono Kögel, Scharzmüller e Merker, a cui abbiniamo 270 camion.

 

Che cosa offrite ai clienti?

Consegne urgenti in 24/36 ore, servizi con doppi autisti, spesso sono marito e moglie, sistema satellitare di monitoraggio, polizza assicurativa Crm fino all’importo di 250 mila euro per evento, estensibile di valore a richiesta dei clienti.

 

Ma non solo?

No. Nell’ambito dei coil carichiamo di più.

 

Come fate?

Semplice abbiamo trailer alleggeriti che trasportano 3 tonnellate in più. Carichiamo a 27 ton. Quindi alzo un poco il prezzo ma medio sulle 3 ton in più che carico, sul volume totale le società risparmiano e lavoriamo di più. In Francia abbiamo l’autorizzazione per trasporti fino a 30 tonnellate.

 

 

E veniamo, allora, ai truck. Come mai i DAF?

Dobbiamo fare un passo indietro. Noi nel 2001 abbiamo fondato la TruckRom in Romania. E avevamo bisogno di rinnovare il parco mezzi localizzato lì. Di norma noi utilizziamo mezzi con meno di 3 anni. Erano un paio d’anni circa che con DAF si stava ipotizzando una collaborazione, e questa è stata l’occasione giusta. Abbiamo evidentemente guardato all’efficienza dei consumi. E al fatto che il mezzo non costi troppo e che vada bene. I nostri camion alll’80 per cento sono finanziati dalle Case. Ma non si può, anche se sarebbe l’ideale affidarsi a un solo costruttore arrivati ai nostri livelli e numeri. Non si può scegliere solo in base solo al consumo; è l’accesso al credito che ti spinge all’acquisto. I DAF vanno bene e li abbiamo esattamente con quello che ci pareva più utile. Cambio automatico, frigo, doppia cuccetta e senza parasole, che fa consumare di più. La DAF pur non avendo una sua ‘agenzia’ in Romania ci ha dato la possibilità di avere il leasing come se i mezzi fossero immatricolati in Italia.

 

Come mai il cambio automatico?

Meno cose deve fare l’autista è meglio. E poi così cerchiamo di equiparare gli stili di guida.

 

Interviene Paolo Starace, AD di DAF – Gianfranco Ferretti è un cliente con molte aspettative, che sa come comprare un camion, non è stato facile. Ma averlo servito ha una valenza doppia, è un cliente di prestigio in forte crescita che opera in più paesi a livello europeo, e ci ha fatto da apripista in un nuovo progetto.

 

Che sarebbe?

Si chiama – continua Starace – Cross border leasing. È una struttura, una architettura finanziaria per le aziende che operano su più paesi per potersi approvvigionare di finanziamenti, e quindi di soldi, e di camion anche se la nostra finanziaria non è presente nel paese scelto. Abbiamo imparato con Fertrans. L’Italia ha fatto da apripista in questo frangente. Il Cross border leasing, ora potrà essere applicato anche ad altri paesi e ad altre società. Il cliente trova un solo interlocutore, noi in Italia, i mezzi sono consegnati qui in Italia, ma la rata è pagata direttamente in Olanda. I mezzi non figurano come immatricolati nazionali, ma io ho trovato un nuovo cliente per DAF, e sono soddisfatto.

 

Avete quindi intenzione di guardare ad altri mercati con questa particolare forma di leasing?

Si – dice Edoardo Gorlero, AD di Paccar FI – paesi Baltici, Austria, Ungheria e Turchia, sempre guardando al rischio paese. Sono possibilità che si possono aprire e che possono essere sfruttate in partnership con società serie come la Fertrans.

 

Quanti DAF sono finanziati?

Risponde ancora Gorlero – su 100 venduti 73 sono finanziati. Le piccole flotte al termine riscattano i camion. I gestori di quelle molto grandi, invece li cambiano alla fine del leasing.

 

Buy back?

Solo per le grandi flotte. Sapere il valore residuo del mezzo fa la differenza. Di solito si chiude il leasing a 36 mesi con garanzia totale sul camion.

 

 

 

 

 

 

 

Gianfranco Ferretti, presidente di Fertrans, Paolo Starace, AD di DAF e di Edoardo Gorlero, AD di Paccar FI, ci ha dato occasione per scambiare qualche battuta con la famiglia Ferretti e i manager DAF.
Gianfranco Ferretti, presidente di Fertrans (IV), Paolo Starace, AD di DAF (I) e di Edoardo Gorlero (V), AD di Paccar FI, Emanuele e Eugenio Ferretti (II e III).
Lo staff Fertrans
Lo staff Fertrans
I DAF XF 460 nei nuovi piazzali della Fertrans, in provincia di Piacenza
I DAF XF 460 nei nuovi piazzali della Fertrans, in provincia di Piacenza
Gianfranco Ferretti, presidente di Fertrans
Gianfranco Ferretti, presidente di Fertrans
Fertrans
Fertrans piano mobile Knapen per Caolino
Gianfranco Ferretti, presidente di Fertrans, con la moglie e i figli Emanuele e Eugenio
Gianfranco Ferretti, presidente di Fertrans, con la moglie e i figli Emanuele e Eugenio
Gianfranco Ferretti, presidente di Fertrans, con la moglie e i figli Emanuele e Eugenio
Gianfranco Ferretti, presidente di Fertrans, con la moglie e i figli Emanuele e Eugenio

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