Fuso Canter in prova

Fuso Canter in prova

Fuso Canter in prova. Retroscena di un successo. I segreti del successo del Fuso Canter in un piccolo riassunto, quasi storico… I 6 diamanti del Canter. Quando abbiamo scelto il Fuso Canter per uno dei nostri test sul campo ci siamo subito resi conto del fatto che sia un veicolo fuori dall’ordinario. Anzitutto è un concentrato di tecnologia: giapponese, tedesca e anche italiana, ma soprattutto nessun altro unisce in un solo veicolo tutte le sue caratteristiche. Molte sono strettamente legate tra loro e sarebbero molto meno utili se non legate e presenti in un unico mezzo. Andiamo in ordine logico e cerchiamo di comprenderle. Intanto illustriamo la nostra analisi in modo innovativo con un backstage vero e proprio della realizzazione del nostro video.

La larghezza
LarghezzaStoricamente il Giappone, per via della sua struttura urbana, produce veicoli più stretti e corti rispetto alla motorizzazione di massa degli altri paesi. Questo accade sia con le vetture per le quali, va detto per comprendere il problema, al di sopra di una certa lunghezza è obbligatorio poter disporre di un garage, sia per i veicoli commerciali e industriali. La larghezza è altrettanto importante. Consente di passare ovunque. In Europa esistono piccoli produttori specializzati che realizzano veicoli sotto i 1700 mm di larghezza destinati a impieghi speciali, ma la loro industrializzazione è da prodotto artigianale non da prodotto industriale come il Canter che ha un ciclo di vita previsto, prima delle manutenzioni “importanti” di 300.000 km.
La larghezza contenuta è certamente tra i maggiori motivi di acquisto soprattutto per chi lavora nelle aree urbane sia della Mittel Europa sia del Sud Europa; al Nord, dove le città sono più ampie, questo problema è meno sentito.

La cabina avanzata

Nell’ambito delle 3,5 ton di MTT i veicoli a cabina avanzata, ovvero realizzati secondo lo schema dei classici camion europei, sono pochissimi. La cabina avanzata consente di lasciare la massima libertà all’allestitore, questo con la massima lunghezza di allestimentoCabinapossibile, anche su un passo cortissimo, al limite dlle dimensioni automobilistiche.
La cabina avanzata inoltre consente di avere un punto di vista sopra l’assale sterzante e con gli ingombri molto più vicino  al proprio punto di vista. Con un po’ di esperienza la guida tra passaggi obbligati, rampe, portoni e gli onnipresenti   dissuasori (i “panettoni” di cemento) diventa assai più semplice. Il punto di vista aiuta a capire, dopo un po’ di familiarizzazione, dove il veicolo vada.

La sterzata

La sterzata, che nella versione con passo più corto, è di circa 10 metri (meno della maggior parte delle autovetture in circolazione), è anch’essa fondamentale nella scelta. Il Canter si trae d’impaccio ovunque: in un giardino, attraversando un cortile medioevale o nel giardino di un complesso residenziale moderno. Insomma l’agilità, dettata dal tessuto urbano giapponese, torna utile anche in Europa.

Le città con pianta precedente al XIX secolo hanno un’impostazione simile ovunque: vie e vicoli stretti e pochi spazi. In Italia c’è anche la piazza, ma non è così ovunque e per raggiungere tutti i punti di lavoro occorre un veicolo più che agile, e il Canter lo è.

Il telaio
telaioLa struttura da piccolo camion (con cabina avanzata e telaio) è senza dubbio una delle caratteristiche principali del Canter. Il telaio, oltre alla
robustezza, conferisce al Canter una versatilità che nessun mezzo a scocca portante ha.L’allestibilità è da grande veicolo pesante, cassoni fissi, ribaltabili (magari particolarmente stretti), fino a celle isotermiche o ad allestimenti con dispositivi diversi, azionati dalla presa di forza disponibile in opzione. Insomma vi si può montare tutto in breve tempo e facilmente, senza eccessivi costi. È la flessibilità che il telaio porta con se. Con il veicolo ci si fa quel che si vuole. Un po’ come se fosse un grande lego su cui montare qualunque dispositivo o, addirittura, farsene fare uno su misura.

La tara

La tara, ovvero la massa del veicolo vuoto, è figlia di molte delle caratteristiche precedenti. La tara (a nudo) del Fuso Canter, compresi i liquidi e l’autista è di soli 1860 kg.

Un record per la categoria e varia di poche decine di kg con il variare dei passi. Questo consente di scegliere al meglio l’allestimento che si vuole e mantenere un’ottima portata. Ad esempio si può scegliere un cassone fisso in lega, leggerissimo, o uno ribaltabile in ferro (più pesante, ma più robusto e versatile)… insomma si può fare come si vuole.

Il motore
Anche se si ha un veicolo piccolo e leggero, con un raggio di sterzata ridottissimo è fondamentale, per la maneggevolezza, poter disporre di tanta coppia e dover cambiare poco. Per questo si è scelto un propulsore molto noto e affidabile: il quattro cilindri di tre litri realizzato da FPT appositamente per Fuso. Con 130 CV e, soprattutto 300 Nm a 1.300 giri min, è uno dei propulsori più elastici disponibili.

È estremamente affidabile e consuma poco. L’erogazione della coppia è importante fin da 50-100 giri oltre il regime minimo e raggiunge subito il massimo di 300 Nm (la coppia di una vettura “importante”) già a regimi bassissimi. Fino a 3.000 giri la curva di coppia è piatta, segno che si possono usare poche marce consumando meno… inoltre ci si può concentrare sulla guida o, forse più spesso, sulle manovre con un filo di gas. Ovviamente ci sono anche versioni più potenti (150 e 175 CV).

Conclusioni
Il Fuso Canter esiste in molte versioni diverse rispetto alla 3S13 passo corto allestita con ribaltabile trilaterale che abbiamo provato… più passi, più cabine, più potenze, più versioni di MTT fino a 8,55 ton (sono ovviamente da patente C) e anche la frizione Duonic. C’è la cabina “Comfort” da due metri di larghezza, la versione ibrida e la versione elettrica è appena stata lanciata. Insomma un gamma vastissima che si rivela particolarmente adatta per la città europea e le sue periferie dove, anche non su strada, vi sono passaggi spesso stretti e obbligati.
Il succo è che il Fuso Canter è un veicolo partico e versatile, semplice, pur con tutti i comfort, in modo da risultare leggero e affidabile: idoneo alla mission più difficile, quella urbana… o anche la campagna per cui non manca il 4×4.

Nelle fotografie alcuni momenti del test ripreso in video