Il futuro delle carte per DKV

Il futuro delle carte per DKV

Il futuro delle carte per DKV. DKV orientata alla creazione di valore per i mezzi pesanti. Le carte tradizionali scompariranno – ma non da un giorno all’altro

Il futuro delle carte per DKV. DKV orientata alla creazione di valore per i mezzi pesanti. Le carte tradizionali scompariranno – ma non da un giorno all’altro
Il futuro delle carte per DKV. DKV orientata alla creazione di valore per i mezzi pesanti. Le carte tradizionali scompariranno – ma non da un giorno all’altro

Ing. Berardelli, le carte carburante come le conosciamo oggi esisteranno ancora tra 5/10 anni?
Il sistema delle carte carburante è al momento il più diffuso, quindi probabilmente non scomparirà del tutto. Anche se la carta è già stata sostituita nella pratica in molti casi, dallo smartphone e da contactless chip come nel caso dei veicoli elettrici e ibridi. Questo trend, dopo un periodo di transizione che andrà dai 3 ai 7 anni, si stabilizzerà saldamente come sistema di pagamento aggiuntivo.

E cosa succederà?
I costruttori stanno già lavorando per rendere idonei i veicoli con ricevitori e trasmettitori connessi ai sistemi. I veicoli saranno quindi automaticamente registrati presso le aree di rifornimento ed il servizio potrà essere pagato senza che il conducente si debba recare alla cassa.

Siete già pronti per questo?
Noi vogliamo che i nostri Clienti possano avere la possibilità di scegliere. Nel medio termine quindi vogliamo essere indipendenti dai metodi di pagamento e ci stiamo lavorando seriamente a vari livelli.

Quale tipo di tecnologia stanno chiedendo gli utenti oggi?
I Clienti vogliono da noi una gestione dei dati di modo che possano essere utilizzati in modo flessibile nei loro sistemi software. Da qualche tempo ormai questo è il nostro focus di mercato.

Dove vedete il Vostro futuro?
Crediamo che nel futuro il nostro ruolo sarà duplice: rendere disponibili dei servizi sulla base di dati importanti. Per esempio in relazione ai percorsi, a imminenti periodi di guida e di riposo, con suggerimento di stazioni a basso costo sul percorso per rifornimento del serbatoio ed altri ancora. Nel futuro, gli addetti alla pianificazione non dovranno più prestare attenzione a questi elementi, poiché saranno eseguiti automaticamente. E il sistema garantisce una soluzione qualunque sia il problema.

Ed il secondo obiettivo?
Chiunque avrà il miglior network sarà in testa. Per questa ragione collaboreremo anche con operatori di altre piattaforme dati, quando si tratta di dati e servizi. Vogliamo, inoltre, rendere già disponibili per i nostri Clienti applicazioni e informazioni idonee. Per essere in grado di fare questo, stiamo completamente riprogettando il nostro sistema IT e gettando le basi per connetterci al meglio con altre piattaforme dati. L’obiettivo è la gestione dei dati in tempo reale per i nostri Clienti ed i nostri partner.

State anche pensando di consigliare agenzie di spedizione?
No, non è il nostro obiettivo. Noi abbiamo a che fare con tutto il mondo truck. Vogliamo utilizzare tutti i dati in nostro possesso per aiutare i nostri Clienti a rendere i loro servizi ancora più efficienti e competitivi.

Questo è ciò che vi contraddistingue dagli altri.
Si, è vero. Ma rimaniamo nel mercato della mobilità e vogliamo implementare i servizi su strada per i mezzi pesanti. Possiamo dare ai nostri Clienti molti strumenti che consentono loro di gestire il business in modo migliore e più efficiente. Questo è già più di quanto abbiamo detto, ma non è ancora ufficiale.

In termini di business strategy, quali errori ha fatto DKV?
In passato stiamo stati un po’ imprudenti andando in Cina. Abbiamo sottostimato il fatto che senza una base Clienti esistente è difficile avviare un business. In Europa seguiamo i nostri Clienti, la Cina era un territorio inesplorato. Inoltre il mercato cinese è molto forte e regolato in modo diverso nelle oltre 50 province. E le persone sono più avverse all’utilizzo delle carte di credito e preferiscono i contanti o le carte prepagate cinesi. Quando ci siamo resi conto di queste difficoltà abbiamo fatto marcia indietro.

In quanti paesi avete vostre filiali e quante nuove sedi pensate di aprire?
Siamo rappresentati con nostre filiali in 12 paesi, con la Russia come più recente ingresso. Abbiamo anche 25 agenzie partner in 16 paesi. Stiamo attualmente preparandoci per l’ingresso in Georgia, Azerbaijan e Kazakhstan – paesi di transito molto importanti tra la Russia e la Turchia con un potenziale logistico enorme. Il business transfrontaliero ed il business internazionale rimarranno il nostro core. Inoltre, 4 anni fa abbiamo iniziato a focalizzarci su business nazionali di paesi molto importanti per noi, come Italia, Francia e Polonia, dove serviamo il mercato nazionale così come quello internazionale. Stiamo infatti avendo un grande successo in questi paesi. In Francia, ad esempio, abbiamo triplicato il nostro market share negli ultimi 4 anni con 250 milioni di euro di pedaggi.

La Francia è il vostro maggior business all’estero?
Al momento si, ma siamo molto forti anche in Polonia. E l’Italia ha recuperato molto negli ultimi anni. Abbiamo anche una crescita a doppia cifra negli Stati Baltici ed in altri paesi europei come la Repubblica Ceca.

Avete avuto una filiale in Repubblica Ceca per 25 anni, per quale ragione esplorate il mercato nazionale ora?
La Repubblica Ceca non rappresenta il classico mercato nazionale. Qui solo il 30% delle aziende di trasporto si sposta all’interno dei confini. Paesi come la Francia, l’Italia e la Germania sono più fortemente orientate al traffico nazionale. In ogni caso in Repubblica Ceca il volume dei trasporti in termini assoluti è in crescita maggiore rispetto a qualunque altro paese. Altri fattori rappresentano delle tendenze, come il salario minimo in Francia, che rafforza i numeri del traffico nazionale. Questo rende il mercato del traffico domestico in Repubblica Ceca molto attrattivo al momento.

In aggiunta al rifornimento, il business dei pedaggi è una delle vostre maggiori voci di fatturato. Perché i Clienti dovrebbero pagare i pedaggi attraverso DKV?
Diversamente dalla concorrenza, noi abbiamo il nostro box. Questo significa che abbiamo una quota più ampia della catena del valore. I nostri Clienti spesso pagano tariffe più basse e questo può essere estremamente interessante per le grandi aziende.

Ma anche gli altri offrono i box per il pagamento pedaggi.
Si, ma non sono i loro, poiché appartengono agli operatori autostradali. Acquisire la certificazione per avere un box di proprietà è stato complesso, ma ne è valsa la pena, e questo è vantaggioso per noi e per i nostri Clienti.

Siete fortemente impegnati sul fronte della sostenibilità e della mobilità elettrica. Continuerete ad esserlo anche in futuro?
Si, anzi aumenteremo il nostro impegno. I Clienti possono utilizzare le nostre e-cards per ricaricare le auto elettriche in oltre 4.000 stazioni in Germania, una rete che espanderemo in futuro. Le aziende di trasporti collocate ai margini dei centri urbani sono invitate a trovare soluzioni semplici ed ecosostenibili sotto forma di auto e mezzi per l’ultimo miglio. A tal proposito la tendenza va decisamente verso veicoli elettrici ed ibridi. Anche se in Germania la mobilità elettrica è ancora agli inizi – paesi come la Norvegia dimostrano che questa è una tendenza emergente. Parlando di sostenibilità, ogni anno presentiamo l’Eco Performance Award per dei concepts molto convincenti. Nel 2015 la nostra organizzazione ha ridotto i valori di CO2 del 45 % rispetto all’anno precedente.

Un altro argomento: una On Board Unit (OBU) che può essere utilizzata per pagare i pedaggi in tutta Europa è stata promessa da molti anni. A tale scopo è stata creata la società Ages con altri fornitori di carte carburante. Quando sarà pronta Ages per presentare una OBU Europea?
Il Progetto EETS (European Electronic Toll Service – ndr) è stato avviato dagli azionisti con Ages.

E cosa succederà poi?
All’inizio del 2018 DKV offrirà un box di pagamento pedaggi per mezzi pesanti che potrà essere utilizzato attraverso l’Europa. Per questo stiamo investendo una somma a doppia cifra di milioni di euro.

E cosa ne sarà di Ages?
Ages continuerà ad essere un partner offrendo un portfolio di pagamento pedaggi nazionali, questa attività continuerà in parallelo con EETS.

Qual è lo sviluppo di business di DKV?
Oggi più di 2.5 milioni di DKV Card e On Board Units (OBU) vengono utilizzate per pagamenti senza contanti attraverso la nostra struttura. Il fatturato di quest’anno sarà di oltre 6 miliardi di euro. Per entrambi i settori, numeri di carte e vendite, stiamo avendo una crescita a doppia cifra.

Dove vede DKV tra 10 anni?
DKV continuerà ad essere un’impresa familiare con il 55% di proprietà detenuto dalla famiglia Fischer, che porterà avanti la gestione della società, mentre Gothaer Versicherung continuerà ad essere investitore finanziario con il 45 % di azioni. Vogliamo rappresentare un aggregatore di business leader di settore per i servizi all’autotrasporto in Europa attraverso le nostre piattaforme, il nostro motto è sempre stato: Trasportiamo i Clienti e rendiamo più facile il trasporto per loro.

Marco Berardelli
Marco Berardelli

DKV Euro Service, Ratingen
Carte e On Board Units 2015: Oltre 2.5 milioni
Clienti 2015: circa 135,000
Fatturato 2015: 5.8 miliardi di Euro (nel 2016 supererà i 6 miliardi)
Dipendenti 2015: 800
Diffusione: Oltre 60. 000 punti di accettazione in 42 paesi