Il futuro del trasporto è connesso

Il futuro del trasporto è connesso

Il futuro del trasporto è connesso. Sempre on line. Collegati al web in ogni istante, a guida autonoma e, se possibile, anche a trazione elettrica. Questo è l’immediato futuro dei mezzi commerciali. Esattamente come per le automobili da cui derivano, se si parla di mezzi sotto le 3,5 ton. Di cui sfruttano i pianali (o li condividono) e montano gli stessi motori. Ma il ragionamento è ancora più sviluppato se parliamo di mezzi pesanti, e con la Mercedes Benz in testa nel campo della ricerca.

Nei prossimi 5 anni le aziende automobilistiche globali dovranno investire miliardi di dollari in più ai loro normali budget di sviluppo per creare l’auto (o il veicolo commerciale) del futuro. Questi investimenti dovranno essere effettuati in 4 aree fortemente interconnesse: connettività; guida assistita o autonoma; condivisione/mobilità e elettrificazione. In parole povere: CASE. Con un acronimo, come amano gli anglosassoni: Connectivity, Autonomous or assisted driving, Sharing/Mobility, and Electrification. Gli investimenti richiederanno cambiamenti significativi nelle strategie consolidate e nei modelli di business in un vasto numero di partner tecnologici e di tutta la supply chain. La maggior parte dei produttori globali di auto (OEM) non hanno la possibilità per sviluppare tutte le tecnologie per conto proprio. Ognuno deve elaborare strategie per evitare di perdere future quote in tecnologia e nella presenza fra i players delle rete.
Connettività
Il volume del mercato globale dei servizi di connettività internet e hardware in automobili raddoppierà dagli attuali 20 miliardi di dollari a 40 miliardi di dollari entro il 2019, con oltre la metà di questo aumento proveniente da servizi e app. Più del 20% dei veicoli venduti in tutto il mondo fino a ora hanno la connettività incorporata. Quando l’integrazione con gli smartphone viene inclusa, il numero sale a più del 50%. Operatori di reti mobili, Case automobilistiche, sviluppatori di software, fornitori di hardware sono tutti impegnati in questi ambiti per le enormi opportunità già disponibili e quelle a venire, anche nei settori della sicurezza, dell’infotainment, della navigazione, e delle applicazioni assicurative. Il futuro del trasporto è connesso.

Guida autonoma

Richiede supporto legale e infrastrutture dedicate. I sistemi avanzati di assistenza alla guida nelle forme di assistenza al parcheggio, nei controlli della velocità adattivi, nell’assistenza alla guida fra le corsie sono già standard in molti veicoli commerciali. E non sarà la tecnologia stessa a essere il principale ostacolo alla ‘guida senza mani’. Decine di test hanno dimostrato che la tecnologia c’è e se applicata permette la guida autonoma (pensate ai droni pilotati in remoto). La loro applicazione su strada è legata al ‘non esistere le strade adatte’. Questioni di responsabilità irrisolte possono significare che le infrastrutture per la guida autonome a livello nazionale e mondiale potrebbero non essere disponibili prima al 2035. Nel breve termine, l’uso sarà limitato ad applicazioni specifiche e ad ambienti legalmente e rigorosamente definiti.
Nonostante la mancanza di chiarezza circa l’introduzione della guida autonoma, OEM e fornitori devono continuare a investire pesantemente in questo ambito, perché il graduale spostamento verso la guida autonoma avrà effetti significativi su come i veicoli verranno venduti, e quindi sulle entrate future, su chi miete più profitti. L’interdipendenza dei mezzi a guida autonoma con le connessioni e le comunicazioni da veicolo a veicolo, e fra l’infrastruttura e la possibilità di pubblicità dedicate (pensate alla pellicola Minority Report) è qualcosa che gli OEM non possono ignorare.

Condivisione
Il car sharing e le altre varietà di servizi di mobilità condivisa (Bla Bla car, Enjoy e Car to go per esempio) esistono già nella maggior parte delle strategie degli OEM, sia attraverso iniziative proprie o in collaborazione con le società di noleggio e altre operazioni di ‘affitto a breve termine’. Costruire una leadership in questo settore richiede costosi investimenti iniziali. Tuttavia, l’economia degli utenti a basso chilometraggio, l’adozione degli smartphone, la convenienza, e la congestione delle città spingeranno a una crescita costante (circa il 30% all’anno). Il che si traduce nella necessità di avere un punto d’appoggio in questo mercato per gli OEM, perchè rappresenta un asset strategico fondamentale. Il successo si otterrà con la continua evoluzione dei mezzi in vendita e nella possibilità di anticipare le tendenze dei clienti.
Veicoli elettrici
Nonostante il 60% di aumento nelle vendite nel 2014 rispetto all’anno precedente il mezzo elettrico rimane un mercato di nicchia con una quota di mercato globale solo dello 0,4% sul totale delle vendite di veicoli. Più di 60 modelli a trazione elettrica, fra commerciali e auto, sono disponibili in tutto il mondo, e le previsioni annuali danno un tasso di crescita fino al 2025 dal 24 a 31%. Molti Gruppi industriali tradizionali di auto gradualmente muteranno il proprio businnes come molti fornitori muteranno le loro linee costruttive per rispondere alla nuova domanda. Però le infrastrutture di ricarica per gli EV sono ancora nelle città agli albori. Più di 200 città europee offrono zone a bassa emissione o aree EV-friendly nei loro piani di sviluppo, ma finora, ci sono solo 100 mila stazioni di ricarica (non tutte operative) per 700 mila veicoli elettrici in tutto il mondo. Saranno necessari forti investimenti pubblici e interventi economici per trasformare in realtà il mercato degli EV. Inoltre al di là dei veicoli elettrici l’elettrificazione di molti componenti dei mezzi stessi sarà un’area di crescita chiave per tutti i fornitori.
Insomma, la strada è questa. Le linee guida sono queste. Il futuro del trasporto è connesso.

Il futuro del trasporto è connesso
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