Dopo gli inquinanti, ora si pensa alla CO2

Dopo gli inquinanti, ora si pensa alla CO2

Un’interessante campagna di test è stata recentemente effettuata dai costruttori membri della ACEA, per verificare come le emissioni di CO2 dei camion a lungo raggio si siano ridotte negli ultimi anni.

EMISSIONI INQUINANTI RIDOTTE A “ZERO”

Dai primi anni ’90 ad oggi, il principale obiettivo dell’industria dei veicoli commerciali, imposto dai legislatori, è stato quello di abbattere le emissioni inquinanti, soprattutto gli NOx e il particolato (PM).

Dal 1991 sono stati introdotti uno dopo l’altro ben sei standard europei, i cosiddetti “Euro”, che pongono dei limiti massimi agli agenti dannosi emessi dai sistemi di scarico.

Come incredibile risultato, le emissioni sono state praticamente azzerate, meno 95% se si paragonano a quelle prima dell’arrivo delle normative, basti osservare il grafico per rendersene conto, con un decremento definibile logaritmico per l’emissione di particolato.

L’industria dei truck ed in generale quella automotive può quindi ritenersi soddisfatta di un risultato così clamoroso ottenuto in poco tempo; lo stesso non si può affermare di altri settori (come ad esempio quello di generazione potenza o quello navale), dove il progresso tecnologico nell’abbattimento dei gas tossici è spesso indietro di qualche decina di anni se comparato all’automotive, a causa di una minore pressione legislativa (e mediatica) a cui gli altri universi sono sottoposti.

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TEST SULL’EMISSIONE DI CO2

La riduzione degli agenti inquinanti non va però di pari passo con quella delle emissioni di CO2; infatti le tecnologie messe in atto per abbattere gli uni, a volte è in contrasto con la riduzione degli altri (ad esempio i sistemi di post trattamento che causano l’aumento della contropressione nei condotti di scarico).

Visto che i maggiori investimenti sulle emissioni inquinanti sono ormai stati fatti e i margini per ulteriori riduzioni sono molto limitati, i riflettori dei legislatori e dei costruttori si stanno lentamente spostando verso la riduzione di anidride carbonica.

Il rilascio di CO2 (cioè dell’anidride carbonica) di un veicolo è strettamente legato al suo consumo e per queste ragioni è interessante come questi parametri sono variati negli ultimi anni.

Basandosi sui dati dichiarati dalle case, si può affermare che negli ultimi cinque anni il consumo e l’emissione di CO2 sono stati ridotti mediamente dell’8%.

Ma per dimostrare che i progressi non sono solo sulla carta, tutti i costruttori membri della ACEA (European Automobile Manufacturers Association) hanno recentemente incaricato rispettabili agenzie di effettuare prove di emissioni su propri truck, prodotti negli ultimi venti anni.

I test sono stati effettuati tra la fine del 2016 e l’inizio del 2017, comparando i veicoli dell’ultima generazione con i modelli del passato, della stessa casa costruttrice.

Per la comparazione i due truck dovevano rispettare i seguenti parametri:

– avere lo stesso profilo di utilizzo (ovvero un truck per trasporti a lungo raggio)

– avere la stessa configurazione (ad esempio truck + rimorchio)

– essere rappresentativi dell’epoca in cui sono stati introdotti sul mercato (non prodotti di nicchia)

DETTAGLI DEI SINGOLI TEST

E’ interessante analizzare come sono stati effettuati i test dalle sei case costruttrici, per capire la difficoltà della comparazione sperimentale ed apprendere le curiosità e gli stratagemmi messi in atto per poter mettere alla pari mezzi di epoche diverse.

Daimler (-22% emissioni CO2 in 20 anni)

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Daimler ha affidato le prove a DEKRA, che ha svolto la comparazione tra un Mercedes Benz SK 1844 del 1996 e un recente Mercedes Benz SK 1845 del 2016. La potenza erogata dai due truck è pressoché simile (436 hp contro 450 hp).

DEKRA ha monitorato in modo preciso sia pendenze del percorso, che lo stile di guida dei collaudatori, facendo sì che si scambiassero la guida al termine di ogni giornata di prova.

La misurazione del consumo è stata effettuata  attuando anche il rilievo e la compensazione della temperatura del gasolio al momento del rabbocco del serbatoio.

Scania (-25% emissioni CO2 in 24 anni)

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AVL ha effettuato i test a febbraio del 2017, comparando uno Scania Streamline 143 V8 del 1992 con uno Scania S 500 sei cilindri in linea del 2016, entrambi da 500 hp.

Lo Streamline del ’92 era in condizioni talmente perfette, da essere esposto al museo di Södertälje pochi giorni prima del test. Ovviamente gli pneumatici sono stati sostituiti con un modello di costruzione recente.

La prova si è svolta a 85 km/h costanti sulla strada nazionale svedese, da due driver, che si sono poi scambiati alla guida.

Avendo lo stesso carico a bordo, lo Scania S aveva un piccolo vantaggio in termini di massa complessiva, avendo una struttura più leggera.

Daf (-15% emissioni CO2 in 14 anni)

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Il test lungo 256 km è stato effettuato ben 4 volte da DEKRA per cancellare qualsiasi influenza dovuta dal guidatore, per un totale di 1000 km circa. La tratta è la stessa del test effettuato su Daimler.

Il paragone  è stato fatto tra un DAF XF95 Euro 3 del 2002 e un DAF XF440 Euro 6 del 2015; nonostante il primo veicolo non sia poi così vecchio, si è riscontrata una differenza di consumo di ben il 15% in meno in favore del recente XF440.

Volvo (-19% emissioni CO2 in 25 anni)

Il percorso di prova è stato individuato da AVL nella strada a due corsie che da Alingsås va a Göteborg (andata e ritorno).

Le condizioni atmosferiche erano perfette: asciutto, vento sotto i 4m/s e range di temperatura ristretto tra 1°C e -2°C. Il cruise control è stato utilizzato durante tutto il tragitto per evitare l’errore umano.

Dopo due sessioni, un rimorchio a tre assi con 40 tonnellate di carico è stato applicato prima all’uno e poi all’altro truck (un Volvo F12 del 1991 e un Volvo FH del 2016, entrambi sei cilindri in linea).

Man (-31,5% emissioni CO2 in 22 anni)

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La prova di Man effettuata dal TÜV è risultata la più eclatante in termini di riduzione di consumi e CO2 emessa in atmosfera: -31,5% tra il Man F90 Euro 2 del 1994 e il TGX Euro 6 del 2016, che tra l’altro vanta quasi 60 cavalli di potenza in più.

Il tragitto lungo 360 km è un rotta a nord di Monaco nelle regioni di Regensburg, Nuremberg e Augsburg.

Il percorso è stato fatto tre volte, in tre giorni consecutivi.

Particolare attenzione è stata posta all’utilizzo di pneumatici dello stesso modello e alla temperatura del diesel in fase di rabbocco.

Iveco (-21% emissioni CO2 in 22 anni)

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Effettuato a febbraio del 2017, il test ha messo a confronto l’Eurostar Euro 2 del 1994 da 378 kW con lo Stralis Euro 6 del 2016 da 420 kW.

L’Eurostar, in ottime condizioni e proveniente dal museo Iveco, segnava sul tachimetro soltanto 30,000 km.

Durante le prove sull’autostrada Torino-Genova, due guidatori si solo alternati alla guida, entrambi con un rimorchio identico da 40 tonnellate di carico. Le misurazioni sul trailer sono state effettuate nel proving ground di Balocco, per attestarne la perfetta uguaglianza.

RISULTATI E RIFLESSIONI

I risultati di questi test, riassunti nella tabella, ci danno un’immagine molto chiara dei progressi che sono stati fatti nelle ultime due decadi dai principali costruttori.

I singoli valori non sono direttamente comparabili tra loro, essendo diverse le condizioni al contorno dei test, piuttosto è interessante apprendere che a livello globale la riduzione media di consumi e quindi delle emissioni di CO2 sia dell’ordine del 20% in venti anni, cioè circa l’1% all’anno.

E’ chiaro che gli investimenti sulla riduzione dei consumi e sulle emissioni di CO2 stanno dando ottimi frutti e che negli anni a venire ci sarà una sempre maggiore attenzione su questo aspetto.

Nei prossimi decenni, i costruttori, oltre alla continua ottimizzazione del powertrain, dell’aerodinamica e della leggerezza costruttiva, investiranno in combustibili alternativi ed esploreranno la possibilità di una guida automatizzata e collegata tra i vari veicoli, scenario che possiede un potenziale enorme ed è ancora del tutto inesplorato.

Iveco Stralis XP
Iveco Stralis XP