IAA in arrivo e non solo…

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IAA in arrivo e non solo…

 

Ci sarebbero molte cose di cui discutere ma, ovviamente, l’IAA, ovvero il salone di Hannover, viene prima. Si tratta, come credo tutti sappiate, del più importante evento di mezzi di trasporto al mondo. In questo numero vi diamo molte anticipazioni dei mezzi e, soprattutto, dei furgoni (che dal 1 settembre devono essere tutti euro 6) che vedrete all’IAA. In un articolo vi abbiamo dato alcune immagini del nuovo VW Crafter (che uscirà anche in ‘versione’ MAN) per l’attesissimo nuovo Scania attendiamo il 23 agosto.

Come spiego altrove il 2015 e i primi mesi del 2016 sono stati, in Europa, tra i migliori in assoluto nel mercato del veicolo commerciale e industriale. C’è ovviamente qualche mercato che non è tornato ai livelli pre 2008, come l’Italia, la Spagna o la Grecia, ma in generale questi mercati sono comunque in crescita rispetto al periodo più buio della crisi: un ottimo segnale. L’IAA che seguiremo ‘al massimo’ per voi è anche l’occasione per vedere semirimorchi, componenti, sistemi di trasporto e, da qualche anno, perfino autobus. Insomma una fiera globale che, solitamente, ha ben più di 1.400 espositori. Come di consueto la seguiremo per voi “live” sulle nostre pagine web (e naturalmente Facebook) dove vedrete dal 23 agosto, come già detto, anche il nuovo, attesissimo, Scania.

L’IAA è sempre un punto di “ridefinizione” delle politiche e delle tecniche del trasporto. Quest’anno i temi reali e importanti sono molti: connettività, guida autonoma, riduzione della CO2 emessa. Insomma, per usare un brutto neologismo, si tratta di “efficentare” il sistema. Si stima che in Europa circa il 35% dei viaggi non a vuoto (!) possa essere reso più efficiente. I viaggi a vuoto sono stati scartati dal calcolo in quanto è difficile capire quali siano “obbligatori” e quali no, tuttavia lo scandalo del viaggio a vuoto esiste e, purtroppo, è assai vasto. In tutto questo troviamo la continua lotta delle imprese medie e piccole (quelle di trasporto) contro la burocrazia e la norma male applicata.

La pesatura dei container ha creato un ulteriore collo di bottiglia, come non ve ne fossero già abbastanza. È una operazione indispensabile per la sicurezza e il controllo in generale, ma ci si doveva adeguare prima e meglio. La pesatura, se continua così, sarà un ulteriore fattore che spingerà i container all’estero facendoci perdere ancora quote nei traffici internazionali. Quella ventina di miliardi di euro che ogni anno non vengono alle casse di aziende nazionali in campo logistico, di handling e di tutto quello che è legato all’import/export dalla EU sono proprio quel punto percentuale che è il continuo gap verso il nostro competitor tradizionale: la Germania.

Carlo Otto Brambilla, Direttore di Trasporto Commerciale e CamionSuperMarket
Carlo Otto Brambilla, Direttore di Trasporto Commerciale e CamionSuperMarket

Chi mi legge sa che non cito spesso, ma Luca Cordero di Montezemolo dopo aver argomentato il suo rifiuto all’ingresso in politica spiegò come in Italia, anche prima della “discesa in campo” di Silvio Berlusconi, la lotta politica fosse una lotta ideologica: finalizzata alla distruzione dell’avversario, non al miglioramento del Paese. Montezemolo ha voluto così spiegare come in 30 anni si sia fatto poco o nulla per migliorare il Paese. La vicenda del treno in Puglia, lo scagliarsi di tutti (almeno all’inizio) contro il binario unico, non è scollegata da quel che diciamo e da quel che diceva Montezemolo, fa ben capire come ci sia una lotta ideologica tra persone almeno poco informate (o in malafede) che cercano semplicemente un capro espiatorio, senza cercare di migliorare il sistema traendo insegnamenti dalle catastrofi. È assurdo come, in nome di una devolution poco chiara, ferrovie come la Ferrotramviaria o le Ferrovie dell’Emilia Romagna o persino le Ferrovie Nord non rispondono alla ANSF (l’Agenzia per la sicurezza ferroviaria presieduta da Amedeo Gargiulo), ma a enti regionali o, addirittura comunali. Alcune ferrotramvie poi, pur essendo quasi vere ferrovie, sono quasi esclusivamente a gestione e controllo comunale. Insomma fatta la devolution ferroviaria aumentati gli enti di controllo (in Italia tra ferroviari e tramviari sono almeno 50) il tutto a vantaggio dell’efficienza… o delle poltrone per amici politici trombati? Giudicate voi e traetene le conclusioni, ma vi assicuro che essere l’Italia dei 100 campanili in un modo globalizzato è sbagliato.