Il Mercedes del futuro è ora

Il Mercedes del futuro è ora

Il Mercedes del futuro è ora. L’interconnessione, grazie alla comunicazione V2V e V2I (Vehicle to Vehicle e Vehicle to Infrastructure) può evitare il collasso dei trasporti sulle strade, ridurre nettamente i consumi di carburante e le emissioni e contribuire a diminuire ulteriormente il numero degli incidenti stradali. La società potrà trarre vantaggio da una maggiore sicurezza, come pure dalla conservazione delle risorse e dell’ambiente. Le imprese beneficeranno dell’ottimizzazione dei processi logistici, risparmiando tempo e abbattendo i costi. I conducenti di autocarri vedranno notevolmente alleviato il loro impegnativo lavoro quotidiano. Riassumendo: l’autocarro intelligente e interconnesso di Daimler è la ricetta per il successo delle imprese, dei conducenti e della società. Per questo motivo Daimler Trucks sta sviluppando in maniera sistematica i suoi servizi e le proprie offerte tecnologiche in questo campo.
Anche la connettività è diventata una parola di moda nel settore logistico solo di recente, Daimler Trucks offre servizi di rete e telematici con successo già da diversi anni: l’interconnessione all’interno del motore, tra motore e cambio, tra il sistema di trazione e il percorso da affrontare rappresenta da tempo la base per ridurre sempre di più consumi ed emissioni; inoltre è il presupposto per una gestione delle flotte sempre più efficace, ad esempio attraverso il leader di mercato FleetBoard, e costituisce anche la base per la continua ottimizzazione di autocarri che, in modo intelligente e autonomo, percorrono le autostrade fino a destinazione, con livelli di sicurezza e redditività mai visti prima.
Un primo ulteriore sviluppo dell’Actros a guida autonoma grazie all’interconnessione è rappresentato dal sistema Highway Pilot Connect. Qui la connettività gioca un ruolo determinante. Grazie all’interconnessione, due o più autocarri possono marciare in colonna (“platooning”) mantenendo la stessa velocità e una distanza di sicurezza minima consentita di 15 m. La minore distanza diminuisce la resistenza aerodinamica, riducendo nettamente il consumo di carburante e le emissioni, in media anche del 7 % per tutti i veicoli che partecipano al convoglio.
Diversamente dai precedenti tentativi compiuti con Promote Chauffeur, oggi tramite il sistema Highway Pilot Connect è possibile collegare tra loro diversi autotreni in un unico convoglio. E questo non in modo rigido come quasi 20 anni fa, bensì in maniera estremamente flessibile. Ad esempio, le autovetture si possono immettere ed uscire dalla corsia in qualsiasi momento. Inoltre, oggi i veicoli al seguito dell’autocarro che guida il convoglio non procedono “alla cieca”. Dato che ogni partecipante al convoglio, compreso il veicolo in testa, è dotato del sistema Highway Pilot, si tratta fondamentalmente di autocarri a guida autonoma che temporaneamente si raggruppano in colonna: insomma, il trasporto di merci su gomma nella sua forma più efficiente. In qualsiasi momento un veicolo può distaccarsi dal convoglio, così come altri autocarri corrispondentemente equipaggiati possono unirsi al gruppo.
Grazie all’interconnessione, tutti i veicoli reagiscono prontamente agli eventi imprevisti: se ad esempio un autocarro deve frenare, automaticamente frenano anche tutti i veicoli al seguito. Il tempo di reazione si limita a pochi decimi di secondo: una minima frazione dei cosiddetti “secondi di esitazione” di un conducente.
La tecnica permette a tutti i partecipanti al convoglio di essere costantemente informati sulla situazione di marcia dell’intero gruppo. Ad esempio, una telecamera del veicolo in testa registra la situazione di marcia nella zona antistante e la trasmette ai monitor presenti sui veicoli al seguito. Al tempo stesso, in qualsiasi momento i partecipanti al convoglio possono rilevare sul monitor la propria posizione nell’ambito del gruppo.
Con il sistema Highway Pilot Connect, Daimler Trucks può dimostrare tecnicamente già da adesso le molteplici funzioni del platooning su strada e nel traffico scorrevole.
I dati rappresentano la materia prima non soltanto del futuro, ma anche già del presente. L’autocarro interconnesso produce questa materia prima in enormi quantità. In un attuale Actros Mercedes-Benz si celano già oggi 100 milioni di stringhe di codici software, più di quelli di un jet. In un autotreno vi sono già adesso circa 400 sensori che registrano dati di ogni tipo.
Questi dati permettono di ottimizzare la catena cinematica, riducendo i consumi di carburante e le emissioni a livelli minimi. Il Tempomat “previdente” Predictive Powertrain Control (PPC) ne è un valido esempio. Già dal 2012, il PPC collega i dati delle cartine stradali tridimensionali con quelli della catena cinematica dell’autocarro, coniugando una perfetta consapevolezza del percorso ad una conoscenza del veicolo altrettanto perfetta. Il PPC cambia marcia in modo previdente, scegliendo in salita e in discesa sempre la velocità giusta e quindi guidando meglio di quanto potrebbe fare alla lunga anche un autista eccellente. Inoltre la trasmissione dei dati incrementa la sicurezza consentendo messaggi di avvertenza tempestivi e interventi attivi. In tal modo infatti è possibile rilevare se un conducente frena e accelera correttamente a seconda delle situazioni. Sulla base di questi dati, l’autista può ricevere se necessario alcuni consigli attuali sul suo stile di guida, ottenere un punteggio e avere un supporto attraverso un corso di training mirato.
Grazie a questa mole di dati si possono anche gestire con precisione intere flotte di autocarri, partendo dal rilevamento della posizione, alla pianificazione degli itinerari, fino alla trasmissione dei dati sugli ordini evasi e sui nuovi ordini da eseguire. In caso di panne basta la semplice pressione di un pulsante per trasmettere i codici guasto che consentono di intervenire in modo rapido ed efficiente. Il rilevamento e la trasmissione dei dati sui consumi e su molti altri tipi di costi rendono più trasparente la gestione di ogni singolo autocarro. Ma tutto questo è solo l’inizio dell’uso dei dati.
Attraverso la costante interconnessione del conducente e del veicolo con il reparto di gestione della logistica, con il mittente e il destinatario della merce, con altri veicoli e con le infrastrutture, ma anche con altri autisti, amici e familiari, si sta compiendo una rivoluzione tecnologica e sociologica. I conducenti di autocarri rimangono collegati al proprio entourage personale anche in viaggio. Pur stando seduti da soli in cabina, possono rimanere in contatto in qualsiasi momento con la propria famiglia o con gli amici.
Il trasporto di merci su gomma diventa quindi non solo più sicuro e contemporaneamente veloce, ma al tempo stesso anche più ecocompatibile e a misura d’uomo. In altre parole, acquista una nuova qualità. In vista dei crescenti flussi di merci, dell’elevato sovraccarico delle infrastrutture e di un ambiente particolarmente sensibile all’inquinamento, si tratta di una prospettiva favorevole per tutti i soggetti interessati.
La comunicazione intelligente, tuttavia, apre possibilità ancora più vaste, perché gli autocarri sono in grado di raccogliere numerosi dati durante la marcia e in futuro anche di trasmetterli. Nell’ambito della comunicazione V2I (Vehicle to Infrastructure) l’autocarro può infatti fornire non solo informazioni aggiornate sul traffico, ma anche notizie sulle condizioni meteo e stradali. Di tutto questo potranno beneficiare a loro volta tutti gli altri utenti della strada che riceveranno, se interconnessi, dati precisi in tempo reale sul percorso che li attende e se necessario valutare proposte di itinerari alternativi, in modo molto più veloce e preciso di quanto potrebbero mai fare i notiziari sul traffico tradizionali. Le informazioni possono andare ben oltre la classica segnalazione di ingorghi, permettendo di trarre indicazioni sul tempo e avvisi sul pericolo di pioggia, neve o ghiaccio in base alla combinazione tra densità del traffico, velocità, funzioni di attivazione del tergicristalli, temperatura e capacità di trazione.
Di ulteriori dati possono beneficiare anche i partner commerciali, come ad esempio le assicurazioni, riconoscendo ad esempio i profili di rischio individuali in base alla percorrenza e al tipo di impiego e adeguando conseguentemente i loro premi con sistemi di bonus personalizzati. E tutto questo non solo come prima per le singole flotte, ma anche in base ai singoli autocarri e ai rispettivi conducenti.

 

Campus_Connectivity_(1)

Shaping Future Transportation - Campus Connectivity
Ecco come si forma un convoglio: il conducente di un autoarticolato attiva il sistema Highway Pilot con l’apposito tasto blu, passando così dalla guida manuale a quella automatizzata. Il sistema Highway Pilot trasmette il segnale “Highway Pilot Connect available”. Se un altro autocarro desidera agganciarsi, il suo conducente preme un secondo tasto, questa volta azzurro, sulla plancia portastrumenti. A questo punto, il suo autocarro si collega automaticamente all’autocarro in testa e riduce la distanza fino a 15 m
Diversamente dai precedenti tentativi compiuti con Promote Chauffeur, oggi tramite il sistema Highway Pilot Connect è possibile collegare tra loro diversi autotreni in un unico convoglio. E questo non in modo rigido come quasi 20 anni fa, bensì in maniera estremamente flessibile. Ad esempio, le autovetture si possono immettere e uscire dalla corsia in qualsiasi momento. Inoltre, oggi i veicoli al seguito dell'autocarro che guida il convoglio non procedono "alla cieca". Dato che ogni partecipante al convoglio, compreso il veicolo in testa, è dotato del sistema Highway Pilot, si tratta fondamentalmente di autocarri a guida autonoma che temporaneamente si raggruppano in colonna
Diversamente dai precedenti tentativi compiuti con Promote Chauffeur, oggi tramite il sistema Highway Pilot Connect è possibile collegare tra loro diversi autotreni in un unico convoglio. E questo non in modo rigido come quasi 20 anni fa, bensì in maniera estremamente flessibile. Ad esempio, le autovetture si possono immettere e uscire dalla corsia in qualsiasi momento. Inoltre, oggi i veicoli al seguito dell’autocarro che guida il convoglio non procedono “alla cieca”. Dato che ogni partecipante al convoglio, compreso il veicolo in testa, è dotato del sistema Highway Pilot, si tratta fondamentalmente di autocarri a guida autonoma che temporaneamente si raggruppano in colonna
Shaping Future Transportation - Campus Connectivity
Shaping Future Transportation – Campus Connectivity
Shaping Future Transportation - Campus Connectivity
Shaping Future Transportation – Campus Connectivity