Immatricolazioni Trailer 2014

Immatricolazioni Trailer 2014

Immatricolazioni Trailer 2014. Giocando sempre sul filo delle pellicole cinematografiche, per commentare i dati degli allestitori in Italia, quest’anno quelli definitivi del 2014 li leghiamo a un film del 1972, girato a San Francisco da Peter Bogdanovich, e interpretato dal Ryan O’Neal, Barbra Streisand e Madeline Kahn. La trama è presto detta. È una commedia brillante americana, in cui per una serie di equivoci, provocati dalla Streisand, il protagonista (O’Neal), ricercatore in cerca di fortuna a un concorso musicale, finisce impegolato in una lunga serie di vicende, con scambi di persone, di ruoli e di valige (a trama scozzese, per l’esattezza) e che si conclude con uno spettacolare inseguimento per le strade di San Francisco con bagno finale nell’Oceano. Se prendiamo tutto il settore degli allestimenti nazionale e lo paragoniamo a Barbra Streisand, impacciata e confusionaria figlia di un giudice della corte americana, che non riesce a controllarla. Abbiamo la situazione del nostro mercato interno. Immatricolazioni Trailer 2014.

Immatricolazioni Trailer 2014. Ma papà ti manda sola? Ovvero: Ma dove vogliamo andare in questo comparto oramai? Siamo cresciuti ma non stiamo in piedi da soli. Perdiamo denaro e posti di lavoro, se resistiamo facciamo solo danni al portafoglio. Ogni cosa che viene fatta in Italia, a parte pochi settori di eccellenza (trasporto bestiame, trasporti eccezionali), se non è fatta meglio all’estero (e non stiamo sostenendo questo) è fatta in meno tempo e con minori costi. Neppure 7 mila immatricolazioni l’anno scorso sono una miseria. Se poi quelle italiane perdono quasi il 10 per cento (-9,66) e quelle straniere guadagnano quasi il 25 (24,87 per cento), con una spartizione quasi salomonica, ma a vantaggio degli allestitori stranieri, di 3.329 a 3.530 mezzi venduti, e seppure globalmente il mercato segni un +5,33 per cento, non andiamo da nessuna parte. L’Italia ha perso 356 trailer, i costruttori stranieri ne hanno guadagni 703. I numeri Torna, infatti, in testa l’Elefante che guadagna oltre 200 trailer nel 2014, scende di una posizione la Krone, che ne perde più di 150, e si difende Menci al terzo posto, lasciando sul campo ‘solo’ 77 pezzi. È in questi nomi, ben due stranieri, il podio legato alle immatricolazioni del 2014. Con il fallimento della Cir, precipitata a 547 trailer venduti, con una perdita secca di quasi 600 pezzi, si è chiusa la parabola legata alla ‘antica’ Merker. Marchio quasi vetusto, per chi se ne intende, come l’Acerbi (certo non così anziano…) che è scomparso anch’esso nel 2014, e in graduatoria precipitato al 32° posto, con 31 vendite, ben 22 cisterne in meno sul 2013. A margine si può aggiungere che lo stabilimento Merker di Tocco da Casauria, nell’entroterra di Pescara, forse è stato rilevato dai polacchi della Wielton. Una volta importati in Italia dal concessionario cremonese dell’Iveco Ziliani. Ora anch’esso un ex concessionario Iveco… Come a dire la crisi non guarda in faccia nessuno. Risale, e bene, la Kögel, che guadagna oltre 350 immatricolazioni e virtualmente, in assenza della Cir in futuro, è praticamente già terza. Bene deve avere fatto la cura del nuovo direttore commerciale Italia (e non solo), Massimo Dodoni, che direttamente dalla Casa madre è stato messo a ‘spingere’ il terzo marchio tedesco nel Balpaese. Sempre ben rappresentato nel passato dalla famiglia Maggi di Cremona, e che poi con la crisi del settore, dal 2007 in avanti, entrato in una spirale di difficoltà. A seguire non scherza neppure Lamberet, che paladino del trasporto isotermico francese, ha venduto nel 2014 131 trailer iso in più e mette via 352 immatricolazioni. Sempre fra i primi 10 il Gruppo di Spoleto Tecnokar, che ha acquisito anni fa quello bolognese dell’Emilcamion di Marco Bettini. Specializzato in ribaltabili (un settore che da anni naviga a quota periscopio, se non più sotto ancora) che è riuscito a stare a galla con 331 immatricolazioni nel 2014. Segue in 8° posizione Omar con 47 vendite in più sul 2013, uno allestitore che si è via via specializzato in bighe e centinati su telai della francese Samro, ma non solo. In 9° posizione un nome anch’esso finito in un fallimento industriale, comprato dalla Menci, Zorzi galleggia a 227 trailer immatricolati, 4 in più sul 2013. A chiudere un secondo degno, e sempre straniero, ovviamente, rappresentante del comparto dei trasporti in temperatura controllata, Chereau, che mette in paniere 60 iso in più e blocca l’asticella a 183 mezzi venduti nel 2014. Non vanno male neppure gli spagnoli della Lecitrailer, undicesimi in graduatoria, con 50 semirimorchi in più all’attivo (180 su 130) e scorrere tutto l’elenco poi, in un passo, o poco più si perdono le 3 cifre e velocemente si arriva al di sotto delle 30 immatricolazioni annuali. Se la Schmitz sforna un trailer in 18 minuti; ma dove vogliamo andare? Immatricolazioni Trailer 2014.

Immatricolazioni Trailer 2014. LO SPACCATO Ecco, ora, in ‘pillole’ una serie di flash sul comparto dei trasporti professionali. Non sono dati confortanti, e le cifre della crisi dei trailer italiani lo confermano di anno in anno. Per uscire da questa stagnazione ci vorrebbe una spinta da parte del Governo a un rinnovo del parco mezzi. Un parco veicoli moderno ed efficiente rappresenta uno dei fattori chiave della mobilità sostenibile. Varie misure possono agevolarne il rinnovo: Incentivi alla rottamazione e all’acquisto di veicoli con migliori prestazioni Disincentivi all’uso di mezzi obsoleti (con tasse, premi assicurativi e pedaggi autostradali più elevati, limiti di accesso ai centri storici, nella direzione dei principi ‘chi inquina paga’ e ‘chi utilizza paga’). Defiscalizzazioni per le aziende che si dotano di flotte più ecologiche. Campagne d’informazione e sensibilizzazione sui benefici messi a disposizione dalle innovazione tecnologiche del settore. Miglioramento dei livelli di sicurezza stradale (rafforzamento delle norme sul controllo tecnico dei veicoli e dei controlli su strada). Mondo Nel mondo circolano oltre 282 milioni di veicoli commerciali, industriali e autobus. Il 28% in Usa, il 18% in Cina, il 14% in Unione Europea.

Immatricolazioni Trailer 2014. Il settore del trasporto merci su strada sarà influenzato da: Urbanizzazione, dato che dal 2010 la popolazione urbana della terra superà quella rurale. Aumento dei pedaggi e restrizioni degli accessi in città. Necessità di ridurre i consumi di carburanti e le emissioni . Italia A fine 2013 il parco circolante in Italia destinato al trasporto merci rappresenta il 10% del totale parco (49 milioni di veicoli) con oltre 4 milioni di autocarri e mezzi speciali, questi ultimi sono circa 681 mila, di cui il 37% afferisce al trasporto merci (isotermici, trasporto rifiuti, betoniere, cisterne per merci pericolose o gas liquidi). 350 mila sono rimorchi e semirimorchi e quasi 150 mila trattori stradali/motrici per trailer. Quasi la totalità degli autocarri leggeri e pesanti è alimentata a gasolio. L’Italia settentrionale copre il 47,4% delle registrazioni totali di autocarri/trattori stradali e il 48,2% delle registrazioni di rimorchi/semirimorchi pesanti. Gli autocarri con più di 10 anni di età sono il 57% del parco e i trattori stradali il 41%, mentre i veicoli trainati sono il 67%. Per l’Aci nel 2011 l’età media degli autocarri merci di stazza >3,5 ton è arrivata a 19 anni e 7 mesi. Nel 2007 era di 16 anni e 10 mesi. Per gli autocarri merci =<3,5 ton è passata da 7 anni e 5 mesi del 2007 a 9 anni e 4 mesi nel 2011 Molte aziende di trasporto, a seguito delle difficoltà economiche e finanziarie hanno rimandato la sostituzione dei veicoli più vecchi, inquinanti e meno sicuri che continuano a circolare sulle strade. Uno svecchiamento del parco consentirebbe un incremento dei livelli di sicurezza attiva e passiva. Europa La Germania si conferma il primo Paese dell’Unione per volumi di merci trasportate su strada, seguita dalla Polonia, che ha sperimentato la crescita maggiore, vicina al 40% nel periodo 2007-2012, contribuendo insieme a Bulgaria, Slovenia e Repubblica Ceca a spostare il baricentro del trasporto merci europeo verso oriente. L’Italia è il paese che registra la contrazione più pesante nel 2012 (-13,2%), dopo quella già pesante nel 2011 (-18,7%). In Italia il calo dei volumi delle merci trasportate è stato maggiore rispetto alle media UE, determinando una contrazione più accentuata delle vendite di nuovi autocarri. La media delle vendite di autocarri medi-pesanti negli anni 2000-2008 ammontava a 36.700 unità/anno, negli anno 2009-2013 è scesa a 16.600. Imprese conto terzi Nel 2011 il settore del trasporto professionale (con i servizi trasloco) presentava: imprese 78.135 addetti 327.760 fatturato 46,7 mld di euro Le imprese che hanno da 0-9 addetti sono il 91,7% del totale, con il 48 per cento degli addetti. Il traffico merci internazionale pesa per il 9,9% sul totale tkm di merci trasportate su strada. Il 60% dei percorsi merci nei trasporti nazionali in tkm avviene entro i 300 km. Per i percorsi merci afferenti alla classe oltre 300 km (40%) è possibile valutare l’utilizzo di altre modalità di trasporto. In riferimento solo al peso delle merci (tonnellate), la metà è movimentata nel raggio di 50 km e i . nel raggio di 150 km. Obiettivo UE: per le distanze superiori ai 300 km, il 30% del trasporto su gomma dovrà essere trasferito ad altri modi di trasporto entro il 2030 e il 50% entro il 2050. Immatricolazioni Trailer 2014.

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