MERCEDES MUSEUM, IL TEMPIO DELLA LOCOMOZIONE

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Mercedes autobus d'epoca 1952
Un O3500 del 1952, uno dei primissimi autobus granturismo destinato, peraltro, ai viaggi in Italia. 90 CV, 82 km/h

Oltre che essere bellissimo, da un punto di vista architettonico, il Mercedes Museum sembra uscito (quasi) da un trattato esoterico. Perché? Semplice, per i numeri!

Anzitutto l’indirizzo del Mercedes Museum: Mercedeßtrasse 100. W100 è la sigla della grande e insuperata ammiraglia della Casa, la Mercedes 600 la cui produzione iniziò nel 1962 e nelle molte versioni disponibili non superò, in oltre 20 anni, i 3.000 esemplari prodotti. Vi hanno viaggiato re, presidenti, dittatori, papi e molti personaggi famosi. Interessante ricordare che l’incredibile cruscotto venne disegnato, in scala 1:1, dall’allora giovanissimo ingegnere Bruno Sacco, un friulano laureato al politecnico di Torino, che avrebbe stravolto la filosofia, molto tradizionalista della Casa della Stella. Vi è poi la data dell’inaugurazione del Mercedes Museum: il 19 maggio 2006 nell’80° anniversario di fondazione della Mercedes-Benz e nel 120° della prima autovettura della Benz! Per non dire del fatto che l’atrio che ha la forma di un rotore Wankel, a testimonianza dei molti record della C111 che è esposta nello stesso museo. Nei pressi poi (15 minuti a piedi) si trova anche il Memoriale dedicato a Carl Benz: si tratta della sua serra dove costruiva con Wilhelm Maybach le primissime autovetture, manutenuta e gestita da una associazione di dipendenti in pensione. Purtroppo è in gran parte ricostruita e se per il museo si paga il biglietto il memoriale, all’interno del vicino parco, è gratuito.

veicolo per il trasporto - Mercedes Museum
L’incredibile veicolo per il trasporto delle W196 da corsa, purtroppo una replica, aveva una velocità di 165 km/h!

Suggeriamo al visitatore del Mercedes Museum di prendersi almeno una mezza giornata, ricordando che alla fine della visita vi è un simpatico buffet tedesco a prezzi popolarissimi, impossibile spendere più di 15 €, a fianco un ricchissimo shop del museo dove trovate veramente di tutto, persino l’automobilina a pedali a forma di Actros!

È di particolare interesse come il museo di una azienda, quindi un museo privato, desti tanto interesse. È una delle massime attrazioni di Stoccarda e supera il concorrente museo Porsche, anche se l’appassionato di solito li vede ambedue.

La struttura è molto interessante. Elaborata nel corso di un concorso di architettura nel 2001 (un altro numero da cabala!), ricorda per certi aspetti la struttura del museo Guggenheim disegnato da Frank Lloyd Wright. Si entra, dopo aver lasciato vestiti e borse in un guardaroba gratuito, dal tetto: l’ascensore ci porta immediatamente in cima e… iniziamo una lenta discesa a piedi verso le zone espositive. Spesso all’ultimo piano trovate in esposizione l’ultimissimo modello con tanto di tecnici e specialisti che ve lo possono spiegare nei minimi dettagli, volendo ve lo vendono anche! Autovetture, veicoli commerciali, camion e autobus sono esposti in ordine cronologico con una certa ambientazione, ma soprattutto hanno la stessa dignità. Ci sono foto, grafici e plastici dei fatti salienti del momento storico in cui quel veicolo è uscito dalle linee di produzione, trovate poi piccole mostre tematiche in qualche vetrina. Di particolare interesse per noi, quella sui molti operai italiani che hanno lavorato a Stoccarda: nomi, cognomi, foto, buste paga, anni di servizio e poi, spesso, il ritorno in Italia a godersi la meritata pensione. Ma non è tutto: vi sono piccole storie delle carte geografiche e delle guide turistiche, degli attrezzi, delle radio, dei telefoni di bordo e persino del cronotachigrafo!

cronotachigrafi Kienzle - Mercedes Museum
Uno dei primissimi cronotachigrafi della Kienzle utilizzati allora anche sulle vetture da noleggio

Una delle piccole esposizioni più interessanti è quella relativa al logo, la Stella, e alla nascita del marchio Mercedes. La prima nacque parallelamente al motto FIAT: terra, mare, cielo e ha sostanzialmente lo stesso significato, infatti i motori Mercedes sono stati utilizzati su tutte le tipologie di veicoli. Mercedes era allora un diffuso nome femminile, in particolare era il nome di battesimo della figlia di uno dei distributori della casa, Emil Jellinek, un imprenditore e diplomatico tedesco-austriaca. La figlia prediletta si chiamava appunto Mercedes e il suo ruolo nella diffusione delle vetture della casa fu importantissimo. Jellinek correva, viaggiava, schierava vetture alle gare, le importava in Francia, insomma una vita sopra le righe che finì tragicamente: venne infatti arrestato in Francia nel 1914 con l’accusa di spionaggio, rilasciato trovò riparo in Svizzera (cercando di scampare alla guerra), ma venne arrestato anche lì e morì in carcere il 21 gennaio 1918.

Altro personaggio fondamentale nella storia della casa è Wilhelm Maybach a cui sono dedicate alcune vetrine. Maybach, se ne parla poco, ma è stata una persona fondamentale nella storia dell’automobile. Lavora sia con Daimler sia con Benz, ma forse è più famoso per i suoi lavori con il conte Zeppelin sui dirigibili (ne parleremo nell’articolo dedicato al museo ZF). Quando Maybach more, nel 1929, è titolare di circa 2200 brevetti nel settore automotive tra cui quello del carburatore a livello costante. Tra le moltissime invenzioni di Maybach, poi sviluppata al meglio da un’altra azienda di Stoccarda, vi è anche la candela di accensione.

Nella prima area del museo vi sono le primissime vetture, il primo camion e il primo omnibus (omnibus, non autobus, così si diceva allora), sono un bell’esempio del passaggio dalla trazione animale alla trazione a motore. Progressivamente si scende avvicinandosi ai tempi attuali.

Primo omnibus Mercedes - museum
Sembrerebbe una diligenza, ma è il primo Omnibus

Il centro del Mercedes Museum è costituito da una enorme sala in cui troneggia una pista dove sono collocati tutti i mezzi della casa che hanno corso: dalle primissime Daimler alle leggendarie W196 di Formula 1 (c’è anche la 622 di Fangio alla Mille Miglia), fino alle vetture di oggi. Tra le auto, ovviamente, i camion da corsa.

Alla fine si esce tornando nell’atrio iniziale dove, fatto veramente inconsueto e unico, si possono acquistare auto storiche della casa rimesse a nuovo dalla Mercedes stessa con tanto di garanzia!

Ovviamente alcune parti del museo cambiano spesso per via di mostre tematiche o di esposizioni temporanee legate ad eventi o anniversari. Senza dubbio un museo da vedere!

www.mercedes-benz.com/en/mercedes-benz/classic/museum/