Range anxiety. Come superare l’ansia da rifornimento

Range anxiety. Come superare l’ansia da rifornimento

Range anxiety. Come superare l’ansia da rifornimento. Il veicolo elettrico c’è, ma dopo averlo acquistato dove lo possiamo ricaricare? Insomma, la mobilità elettrica è realtà e parlarne, ormai, va anche molto di moda. Nonostante i continui lanci (e annunci di lanci) di nuovi veicoli a emissioni zero, però, il settore – soprattutto in Italia – tarda a ingranare la marcia. A questi mezzi non mancano solo la marmitta e il tubo di scarico, manca anche un sostegno concreto da parte del Governo per superare lo scoglio dei costi ancora “altini”.

Qualcuno ha stimato, comunque, che entro il 2024 il prezzo di un veicolo elettrico sarà in grado di allinearsi con quello del termico. Bisogna, poi, superare alcuni piccoli pregiudizi sulla manutenzione e sulla durata delle batterie, fermo restando che – escludendo le auto “next-gen” con almeno 300 km di autonomia – attualmente, per un veicolo commerciale, non possiamo ragionevolmente programmare tappe superiori ai 100-150 chilometri. Uno dei problemi dei pionieri del ricaricabile, insomma, è proprio la ricarica e allora andiamo a vedere a che punto siamo con le infrastrutture nel nostro Paese.

RICARICA DIFFUSA

Va detto che dieci anni fa eravamo abituati ad avere in tasca telefoni cellulari che usavamo solo per telefonare e che ricaricavamo ogni tre giorni. Oggi con grande naturalezza teniamo in mano smartphone che fanno di tutto e la cui batteria dura mezza giornata. Abbiamo risolto il problema semplicemente rendendo più facile e accessibile ricaricare.

Senza andare a scomodare la tecnologia e la tecnica che un giorno, forse, ci regaleranno batterie infinite, nell’immediato la soluzione è una sola: moltiplicare il più possibile le postazioni di ricarica e garantire l’interoperabilità tra le tessere o app dei vari operatori.

L’ottica della “ricarica diffusa” con postazioni pubbliche e private ovunque, sta generando il proliferare di provider di dispositivi (colonnine o wall box) destinati a privati, parcheggi aziendali, autorimesse, uffici, hotel, strutture turistico-ricettive, centri commerciali, cinema, ristoranti, ecc. Solitamente queste strutture offrono la ricarica gratuitamente, ma non è detto. Quando non è così il pagamento è possibile attraverso tessere RFID o applicazioni per smartphone.

300MILA POSTAZIONI POTENZIALI: IL SETTORE DEL TURISMO

L’enogastronomia e l’accoglienza sono tra i settori maggiormente battuti dalle aziende specializzate nella produzione di colonnine di approvvigionamento elettrico.

Non si tratta, però, di rispondere a esigenze legate all’ultimo miglio, ai catering e ai bus shuttle: le consegne verdi e silenziose di merci e passeggeri nelle ZTL dei centri urbani, per adesso, non sono ancora così ghiotte. Si tratta più che altro di offrire un servizio in più ai clienti, strizzando l’occhio all’etica ambientalista.

Un mercato, per gli installatori di dispositivi, che può contare su circa 300mila pubblici esercizi che, nella maggior parte dei casi, offriranno ricariche gratuite ai loro clienti. In questo contesto, il lusso traina il trend e intanto allarga la rete e la mentalità.

I veicoli sono ancora abbastanza costosi, quindi più la fascia è alta, meglio è: all’interno di questa nicchia, ultimamente, si sta facendo notare Repower. L’azienda svizzera con il suo progetto Ricarica 101 in pochi mesi ha già visto quasi 300 installazioni in hotel di lusso e ristoranti stellati italiani.

Per quanto riguarda l’installazione delle tradizionali postazioni pubbliche, invece, è Enel a garantire la rete più ampia, capillare e in continua crescita, in Italia e in Europa.

e-Mobility Revolution: il piano di Enel

L’infrastruttura sviluppata da Enel in tutto il territorio nazionale conta oggi circa 900 colonnine, ma a fine 2017 è stato presentato il “Piano nazionale per l’installazione delle infrastrutture di ricarica dei veicoli elettrici” che, entro il 2020, prevede la posa di altre 7mila colonnine circa, per arrivare a 14mila nel 2022.

L’investimento stimato per lo sviluppo di una rete capillare di ricarica in tutte le Regioni italiane si aggira tra i 100 e i 300 milioni di euro. Nelle aree urbane verranno installate colonnine Quick (22 kW) e Fast (50 kW), nelle aree extraurbane le Ultra Fast (150 kW) per la ricarica veloce.

Tra queste ultime rientrano le stazioni di ricarica del progetto EVA+ (Electric Vehicles Arteries), co-finanziato dalla Commissione Europea, che prevede l’installazione, in tre anni, di 180 punti di ricarica lungo le tratte extraurbane italiane.

Circa l’80% dei punti di ricarica verrà localizzato, quindi, nelle zone cittadine, di cui il 21% nelle grandi aree metropolitane e il 57% nelle altre città. Nel 2018, su tutto il territorio nazionale, verranno installate oltre 2.500 infrastrutture di ricarica.

“La mobilità elettrica è ormai una realtà. Con il Piano infrastrutturale vogliamo eliminare la range anxiety”, l’ansia di restare a secco di energia di chi guida un’auto elettrica ha spiegato Francesco Venturini, il Direttore della Divisione Globale e-Solutions di Enel.

Il Piano nazionale verrà sviluppato in collaborazione con i Comuni e le Regioni interessate, dove Enel investirà nelle infrastrutture di ricarica direttamente o insieme con i soggetti privati che vorranno partecipare al progetto (il contributo da parte dell’azienda potrà arrivare fino al 65% dell’investimento).

Si tratta, in particolare, dell’installazione delle colonnine di ricarica in aree private accessibili al pubblico di Piccole e medie imprese (Pmi), di liberi professionisti e lavoratori autonomi (SOHO) e di esercizi commerciali e Gdo come: palestre, supermercati, centri commerciali, agriturismi e hotel.

E-VIA FLEX-E, la rete di ricarica ultraveloce tra Italia, Francia e Spagna

Alla fine del 2018, prenderà il via anche la sperimentazione del progetto E-VIA FLEX-E, una nuova rete di ricarica che attraverserà Italia, Francia e Spagna. Il corridoio per ricaricare veicoli elettrici in tempi brevi sarà composto da 14 stazioni di ricarica ultraveloce, High Power Charging, con potenze da 150 kW a 350 kW: 8 in Italia, 4 in Spagna e 2 in Francia.

Il coordinamento del progetto che costa 6.9 milioni di euro è a carico di Enel, che investendo 3,4 milioni si accaparra anche la leadership europea del settore. I restanti 3,5 milioni di euro saranno cofinanziati dalla Commissione Europea. A supporto del player italiano EDF, Enedis, Verbund, Ibil e le case automobilistiche Renault e Nissan.

Queste nuove colonnine, insieme alle 180 di EVA+ (di cui 40 sono già attive con le altre in arrivo nel 2018) consentiranno ai pionieri del ricaricabile italiani di muoversi agevolmente e in tempi ragionevoli su mezza Europa.

App per la localizzazione delle paline

Elettricità e tecnologia vanno di pari passo ed è così che per pianificare un percorso con un veicolo elettrico vengono in aiuto numerose applicazioni per smartphone che ci indicano su una mappa il posizionamento delle stazioni di ricarica.

E-Go Ricarica di Enel – un po’ come le app di car sharing – mostra in verde le sue colonnine libere più vicine, permette di verificare la potenza e il numero di prese in parallelo, consente la prenotazione e l’avvio del rifornimento. Le recensioni degli utenti sull’efficacia e l’affidabilità del sistema non sono sempre positive, però.

Molto scaricata e con ottime recensioni, invece, evway – colonnine elettriche di Route220 che geolocalizza tutte le stazioni ad accesso pubblico in Europa, fornisce i dettagli delle strutture e aggiunge pure dei suggerimenti su cosa fare nei dintorni per ingannare il tempo durante la ricarica.

L’ultima arrivata nell’AppStore e nel GooglePlay, è Recharge Around di Repower, un’app che ci mostra tutte le colonnine installate in Italia, le filtra a seconda del circuito di appartenenza (privato o pubblico), della disponibilità, della potenza e della compatibilità, quindi imposta il percorso migliore per raggiungerle.

Repower, rete privata e servizi per PMI

Repower fornisce energia elettrica e gas naturale alle aziende italiane dal 2002, si avvale di una rete di consulenti e di un carnet di servizi specifici, dalla fornitura di energia elettrica alle cosiddette soluzioni di “energia smart”.

Il Gruppo è uno dei primi operatori svizzeri nella generazione da fonti rinnovabili. Attivo nel settore energetico da oltre 100 anni, in Italia è tra i principali player del mercato nella vendita di energia elettrica e gas naturale alle piccole e medie imprese.

Nell’ambito dell’energia smart, Repower ha anticipato il tema dell’efficienza, della sostenibilità ambientale e della mobilità elettrica lanciando, nel 2011, il progetto “Verde Dentro”:

  • fornitura alle aziende di un mezzo elettrico (in partnership con Leaseplan)
  • energia verde da fonti rinnovabili, certificata
  • audit energetico per misurare l’efficienza di impianti e macchinari
  • strumenti di comunicazione con cui promuovere e valorizzare la scelta green
  • infrastrutture di ricarica: “Palina”, colonnina di ricarica per veicoli elettrici e “Bitta”, wallbox di ricarica.

Il radicamento del Gruppo in Italia si traduce nel progetto “Ricarica 101”, una rete di quasi 300 punti di ricarica (la più estesa nel privato), che potrebbero diventare 500 già nel 2018.

La nostra mission è garantire la tranquillità negli spostamenti a chi si muove con un veicolo elettrico da Milano alla Sicilia e viceversa: nella nostra rete, troverà sempre punti di rifornimento certificati, spesso nelle migliori strutture ricettive del Belpaese” ci ha spiegato Fabio Bocchiola, country manager di Repower Italia.