Ritchie Bros a Caorso

Ritchie Bros a Caorso

Ritchie Bros a Caorso. Mercato in crescita in Italia per la formula canadese di vendita senza riserva. Due battute con Fabio Orlandi, Regional sales manager Italy di Ritchie Bros.

Siamo alla prima asta dell’anno nuovo. Come l’avete organizzata?

È stata un’asta particolarmente complicata da mettere in piedi. Dopo l’onda positiva in chiusura dell’anno scorso si pensava che ci fosse più fermento, ma poi abbiamo visto molto immobilismo verso gennaio. Per 4, 5 settimane tutto è stato fermo. A gennaio si stava ancora aspettando di capire il mercato. Poi ai primi di febbraio abbiamo iniziato a ricevere più attenzione. E dai primi di febbraio si è mosso tutto. Anche dall’estero.

Ovvero?
Con un anticipo di 2 settimane abbiamo ricevuto telefonate da clienti esteri per vedere le macchine nei piazzali. Ci chiedevano quando sarebbero state disponibili per anticipare al massimo la loro visita preparatoria all’asta, da seguire, poi, dal vivo che on line.

Quanti lotti avete raccolto?
Alla fina abbiamo messo assieme 1.800 lotti in vendita.

I più importanti?
Tra i macchinari venduti un apripista cingolato (mai usato) New Holland del 2014 venduto a 119.050 euro, un Astra HD8 84.44 8×4 venduto per 58.000, una trencher cingolata Vermeer T658 venduta per 57.000 euro una piattaforma monobraccio Haulotte HA41PX 4x4x4 aggiudicata a 47.000.

Torniamo ai clienti. Che tipologie sono?
A parte i clienti stranieri che intervengono da tutto il bacino del Mediterraneo e dall’Est centrale d’Europa. Abbiamo molti operatori francesi, che per il quadrante Sud Est europeo si appoggiano all’Italia più facilmente, che al Nord della Francia. E sono in modo particolare i Gruppi di noleggiatori francesi, che cambiano piattaforme di sollevamento. Poi abbiamo costruttori, società finanziarie e alla ricerca di macchine agricole.

Giusto. In questo settore che cosa avete venduto di interessante?
Tra gli oltre 80 trattori agricoli erano inclusi Same, Deutz-Fahr, New Holland, John Deere, Case e altri brand: trattori usati ma anche recenti o nuovi, come il Deutz-Fahr 5090DGS del 2014 venduto a euro 27.000.

Come sta andando questo comparto?
Noi facciamo 5 aste all’anno. E a luglio e fine settembre le attrezzature agricole lavorano, quindi non ve ne sono molte presenti in asta. Le aste di questi periodi non sono aste per l’agricoltura. Sull’industriale hanno capito le nostre modalità. Sull’agricolo si è più diffidenti, il cliente è più prudente e va accompagnato meglio.

Nell’asta di marzo mancava qualcosa?
Mancava un poco lo stradale, ma avevamo tanta patente B e molti veicoli commercial, ma vorremmo più trattori stradali.
Abbiamo avuto molto sollevamento, industriale. Le società di noleggio rinnovano il parco macchine ogni 3 anni e trovano in noi un naturale ‘sfogo’ per cambiare le attrezzature.

Dove vanno i sollevatori?
I sollevatori telescopici vanno per il 70 per cento all’estero

Chi compra e come si compra?
Internet aiuta molto per vendere all’estero. Siamo al 60 per cento della quota estera sulla parte on line di vendite. Germania, Francia, Benelux e Medio Oriente. La parte interne, a parte, rappresenta il 40 per cento.
Il cliente è sempre l’utilizzatore finale, è il miglior cliente perchè paga un prezzo per noi migliore. Lo ‘accompagnano’ e gli facciamo capire le modalità della nostra asta. Per il resto, circa il 40 per cento, da vivo a Caorso, sono compratori italiani. Molti interessati alle macchine agricole, che crescono a ogni asta con continuità. È un momento favorevole per la agricoltura.

Qual’è il periodo migliore per le aste? Per raccogliere i lotti?
Il secondo quarto dell’anno è sempre il migliore dal punto di vista del budget. Ma siamo già soddisfatti adesso. I mezzi ci sono stati anche se il mercato era un poco più fermo. Alla fine abbiamo avuto ogni settore in mostra.

Come vi approvvigionate di lotti?
Stiamo monitorando i grandi Gruppi italiani che lavorano all’estero, a Panama per esempio. Come la Salini.
È il team italianano che si muove sull’estero e che propone beni italiani anche in asta in altre nostre sedi.

Come programma avete sempre 5 aste all’anno?
Sempre aste 5 all’anno. Oppure ne possiamo fare a ‘spot’ altre. Al Sud d’Italia, come a Frosinone l’anno passato o in Romanie e Turchia. È già avvenuto con successo.

Quanto fattura un’sta in genere?
Siamo sempre fra i 10 e i 15 milioni di euro per ognuna delle 5 aste. In più ne fatturiamo 10 generati dall’Italia su altri mercati, come accennavo prima. A Panama city, per esempio, se si parla dei mezzi della Salini legati ai lavori sul Canale.

Una ultima domanda. Gli aiuti statali al nuovo danno un contributo anche all’usato?

Senza dubbio. Ai Psr in agricoltura e ai piani di ammortamento siamo favorevoli. Ogni atto che genera un acquisto del nuovo muove l’usato. Che noi poi piazziamo. Il super ammortamento, di cui si parla adesso, genererà usato in seconda battuta. E molto finirà a Caorso nella nostra prossima asta del 12 maggio. Stiamo già raccogliendo i lotti.

 Mercato in crescita in Italia per la formula canadese di vendita senza riserva. Due battute con Fabio Orlandi, Regional sales manager Italy di Ritchie Bros.
Mercato in crescita in Italia per la formula canadese di vendita senza riserva. Due battute con Fabio Orlandi, Regional sales manager Italy di Ritchie Bros.

 

DSC_2649

Mercato in crescita in Italia per la formula canadese di vendita senza riserva. Due battute con Fabio Orlandi, Regional sales manager Italy di Ritchie Bros.