UNRAE: TRASPORTARE L’ITALIA NEL FUTURO. POLITICA INCOERENTE

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UNRAE sette sorelle

Denunce e proposte di Unrae per lo sviluppo del settore veicoli industriali, verso l’Autotrasporto 4.0

Si è svolta ieri a Roma la conferenza stampa di fine anno Unrae, dal titolo “Trasportiamo l’Italia nel Futuro”. L’Associazione delle Case Automobilistiche Estere presenti sul mercato italiano ha presentato così le sue proposte sullo sviluppo del settore, senza tralasciare la denuncia delle criticità. Come tradizione, sono stati presentati i dati e le statistiche sul mercato dei veicoli industriali, questa volta in relazione al tema dell’anno, la “mobilità sostenibile”, che ha monopolizzato tutti i Saloni e le Fiere del 2018.

DATI E STATISTICHE DI MERCATO

Secondo le analisi negli ultimi 10 anni i Costruttori hanno perso 1,5 miliardi di fatturato, l’autotrasporto 135mila posti di lavoro, lo Stato 105 milioni di entrate fiscali. In compenso, il mercato degli Euro6 sopra le 3,5 e le16 t è in ripresa, anche se la velocità di crescita negli ultimi due anni ha rallentato. Nel 2018, comunque, sono stati venduti 27mila mezzi sopra le 3,5 t (+10,9%) e 22mila sopra le 16 t (+12%). Il parco circolante italiano è composto da 1.053.500 veicoli pesanti e si conferma ancora tra i più vecchi d’Europa. L’età media è di 13,5 anni per quelli sopra le 3,5 t (663.500) e 11,5 anni per quelli sopra le 16 t (390.000). Inoltre, il 63,1% dei veicoli sopra le 3,5 t è precedente alle normative Euro 4 e si stima che con i trend attuali ci vorranno 17 anni per completare il rinnovamento. Riguardo ai mezzi sopra 16 t la percentuale è 53,6% e ci vorranno 10,5 anni per sostituirli tutti. La ripresa del settore rimorchi e semirimorchi senza i sostegni strutturali si è bloccata e rimane il fatto che il 70% del parco ha più di 12 anni. Insomma, c’è ancora molto da fare…

STUDI E RICERCHE UNRAE

Dopo il saluto e l’introduzione del Direttore Generale di UNRAE, Romano Valente, la presentazione di due studi: “L’autotrasporto italiano nel contesto europeo: dinamiche e prospettive” a cura di GiPA, Istituto di ricerche specializzato nell’after sales automotive. E poi “Le prospettive dei veicoli industriali in Italia per una mobilità sostenibile, più sicura, più efficiente” a cura di RIE, Centro Ricerche Industriali ed Energetiche. Scopo degli approfondimenti far conoscere la situazione reale dell’autotrasporto e individuare le strade razionalmente percorribili per individuare obiettivi realistici sulla sostenibilità ambientale ed economica, sottraendo l’evoluzione di un settore strategico come quello dell’autotrasporto a tentazioni demagogiche e improvvisate.

APERTURA DAL GOVERNO

Il Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, On. Vannia Gava, ha inviato un messaggio di saluto in cui ha ricordato che è compito del Governo ascoltare gli stakeholders del settore, creare le condizioni migliori per favorire un’inversione di tendenza che riporti a casa entrate fiscali e occupazione, fare tutto il possibile per garantire che il parco dei veicoli per il trasporto merci possa raggiungere almeno gli standard europei, con la prospettiva di una decarbonizzazione più rapida possibile.

L’INCOERENZA DELLA POLITICA

Il Presidente della Sezione Veicoli Industriali di UNRAE, Franco Fenoglio, nel suo intervento conclusivo ha sottolineato l’incoerenza della politica, che da un lato obbliga i costruttori ad impegnarsi in sforzi finanziari e tecnologici per ridurre le emissioni nocive e dall’altro non favorisce la più rapida entrata in circolazione di quegli stessi veicoli. I provvedimenti sulla circolazione sono spesso provvisori e scoordinati. “Nonostante i moderni sistemi di connettività/rilevazione/controllo disponibili, secondo i dati dell’EEA (Agenzia Europea per l’Ambiente) la capacità di carico dei veicoli è sfruttata per non più del 60%, con un impegno assurdo e improduttivo di infrastrutture già insufficienti sia come quantità che come qualità. Un sistema innovativo programmato, oggi possibile e già in essere presso molte realtà imprenditoriali, è in grado di risolvere anche il problema dell’inutile eccesso di congestionamento sulle strade, dando un contributo fondamentale all’incremento della sostenibilità ambientale e della sicurezza”.

ITALIA BLOCCATA

La Germania offre due anni di transito gratuito sulle autostrade agli autoveicoli dotati di motorizzazioni di ultima generazione e studia un piano di rottamazione programmata, cosa che sta facendo anche la Spagna – ha proseguito il Presidente – Nel frattempo l’Italia, quinto Paese esportatore nel mondo, è finita al 19° posto nella classifica delle performance logistiche e ha visto le sue imprese di autotrasporto ridurre del 75% la presenza sulle rotte internazionali. Le aziende maggiori e più strutturate sono emigrate, le più piccole sono scomparse, in conseguenza soprattutto degli alti costi di gestione (in particolare del personale), della pressione fiscale e delle difficoltà burocratiche”.

LE PROPOSTE UNRAE

Non ci sono elementi che consentano di andare oltre una previsione di calo del mercato nel 2019 pari al 10% rispetto al 2018″ ha aggiunto quindi Fenoglio, che dopo un commento critico al modo nel quale le Istituzioni europee gestiscono i problemi dell’autotrasporto sia sul piano organizzativo che su quello ambientale, ha elencato le proposte di UNRAE. Per creare migliori condizioni allo sviluppo dell’autotrasporto e del mercato dei veicoli necessario:

  • rendere strutturale il sostegno agli investimenti,
  • costruire un sistema di incentivazione al rinnovo del parco basato sul principio “chi più inquina ed è meno sicuro, più paga”,
  • ridare efficienza alla burocrazia amministrativa e tecnica,
  • impiegare risorse nella preparazione professionale dei giovani,
  • adoperarsi in Europa per ristabilire le regole di una corretta competitività, anche nell’autotrasporto.