Volkswagen Innovation Day: il futuro secondo la Casa di Hannover

Volkswagen Innovation Day: il futuro secondo la Casa di Hannover

Volkswagen Innovation Day: il futuro secondo la Casa di Hannover – Con la guida autonoma, connessa e pulita la Volkswagen AG mira a portare il trasporto a un livello successivo.

Le sempre più stringenti normative antinquinamento, le continue limitazioni alla circolazione dei motori a combustione interna e le sempre più severe politiche delle amministrazioni locali stanno spingendo tutto il mondo automotive ad apportare numerosi e cospicui cambiamenti in quello che fino ad oggi è stato inteso come mobilità urbana e non. La rincorsa a una mobilità urbana e non sempre più connessa, sicura, pulita e autonoma ha portato la maggior parte dei costruttori automotive verso lo sviluppo della guida autonoma, di automobili in grado di comunicare tra di loro e con il mondo che le circonda, di vetture capaci di assisterci nella guida e proteggerci prevenendo e correggendo i nostri errori e di motorizzazioni più pulite, alimentate anche da combustibili alternativi e, perché no, azionate unicamente da corrente elettrica.

Volkswagen Innovation Day

Ma se il mondo automotive per il trasporto persone sembra aver ben chiaro quale sarà il futuro della mobilità nella propria categoria, vi siete mai chiesti quale sarà il futuro della mobilità nel mondo dei veicoli commerciali? Come evolverà la mobilità urbana e non nel trasporto su gomma? Quale sarà il futuro della mobilità nei veicoli commerciali leggeri e pesanti? Per rispondere a queste domande ci siamo recati ad Amburgo dove, assieme ad altri giornalisti della stampa internazionale, abbiamo partecipato all’Innovation Day organizzato da Volkswagen Group, una giornata nella quale il costruttore tedesco ha messo in mostra quali saranno i suoi piani per il futuro.

Volkswagen Innovation Day

In generale si tende a pensare erroneamente che il mondo dei veicoli commerciali sia meno evoluto o comunque meno sviluppato rispetto al mondo automotive semplicemente perché molto spesso la maggior parte delle nuove tecnologie appannaggio del mondo automotive vengono implementate in primis sulle vetture. Quello però che non si realizza è che molto spesso queste nuove tecnologie vengono in primis progettate, sviluppate e sperimentate a bordo dei veicoli commerciali pesanti e solo secondariamente implementate a bordo delle normali autovetture per il trasporto persone.

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Ciò che porta alla non implementazione istantanea anche sui mezzi pesanti è la maggiore complessità che queste tecnologie devono avere e i maggiori requisiti che questi dispositivi devo soddisfare per poter essere adottati a bordo di un veicoli commerciali, pesante o leggero che sia. Le motivazioni sono varie, sicuramente il maggiore peso in gioco, le maggiori dimensioni, le non trascurabili inerzie e la maggiore complessità dei sistemi a bordo dello stesso veicolo. Provate solo ad immaginare se su un autoarticolato si dovesse introdurre la frenata di emergenza con evitamento ostacolo tramite intervento mirato sullo sterzo da parte dell’elettronica. Le differenze a livello di dimensioni, masse e inerzie in gioco rispetto a una normale autovettura non sarebbero per nulla trascurabili. Ecco dove risiede la maggiore difficoltà nello sviluppo di questi importanti dispositivi.

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Detto questo però ogni costruttore di Truck, Bus e veicoli commerciali, sia leggeri che pesanti, sta giustamente vagliando tutti i possibili scenari e sta portando avanti lo sviluppo di ogni strategia per non trovarsi impreparato al momento decisivo. Tra questi costruttori vi è sicuramente Volkswagen AG, un colosso mondiale che può vantare all’interno del suo team nomi veramente importanti come: Audi, Seat, Skoda, Ducati, Volkswagen veicoli commerciali, Lamborghini, Bugatti, Bentley, Porsche, Man, Scania, Omnibus e Rio. La strategia intrapresa da Volkswagen AG punta a portare il trasporto a un livello successivo e per fare questo sta concentrando tutti i suoi sforzi su tre pilastri che ritiene molto importanti. Per il Marchio tedesco, infatti, la guida del futuro dovrà essere autonoma, connessa e pulita. Autonoma per ridurre gli incidenti, connessa aumentare l’efficienza della flotta e pulita per ridurre consumi ed emissioni.

Guida autonoma

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Sul fronte della guida autonoma il Marchio tedesco punta da un lato a incentivare sempre più la tecnologia del Platooning, sia sulle autostrade per i mezzi pesanti che sulle strade extraurbane per i mezzi pubblici, e dall’altro a sviluppare quanto prima la guida autonoma e intelligente nel trasporto urbano. Con la tecnologia del platooning sarà possibile collegare insieme più camion in modo da farli viaggiare in carovana come a formare un unico mezzo pesante. Questa tecnologia si basa sugli ultimi sistemi di comunicazione tra veicoli, come le reti wireless 802.11p e le reti dati 5G, e sugli ultimi sistemi di assistenza alla guida, come sensori radar e antenne GPS, che fin’ora sono stati utilizzati per implementare la guida autonoma e i sistemi di assistenza alla guida in primis sulle autovetture che già percorrono le nostre strade.

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Nello specifico, i sensori radar determinano la distanza dal camion pilota mentre l’antenna GPS ne definisce la precisa posizione all’interno di una mappa cartografica. Queste informazioni sono poi trasferite allo sterzo e all’acceleratore così da adeguare la velocità e la direzione in modo da mantenere la giusta distanza dal mezzo che precede. Il trasferimento di dati deve essere però sicuro, affidabile e super veloce, ecco perché si fa affidamento sulle potenti reti wireless 802.11p o sulle moderne reti dati 5G, reti in grado di ridurre al minimo le tempistiche di trasmissione tra il camion pilota e tutti gli altri del plotone.

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Grazie a questa tecnologia sarà necessario un solo guidatore che, seduto alla guida del primo camion, sarà in grado di controllare in modo semplice e sicuro l’intero convoglio di mezzi pesanti. Una soluzione non solo utile nella riduzione del traffico e nell’incremento della sicurezza stradale, infatti il conducente sarà assistito dall’elettronica e dalla sensoristica nella riduzione degli incidenti, ma certamente benefica anche per l’ambiente in quanto consente una guida sicuramente ecologica, migliora l’aerodinamica sia del primo camion che dell’intero convoglio riducendone gli attriti e abbatte i consumi ed emissioni nell’ordine del 4,5% per il primo camion e del 10% per ogni camion della colonna.

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La stessa tipologia di guida autonoma ma nettamente più evoluta a livello sensoriale, stiamo parlando infatti di una guida autonoma di livello 5, potrà essere adottata anche all’interno di cave, cantieri o miniere o comunque fuori dai classici percorsi stradali normalmente mappati. Non potendo fare affidamento su una mappa cartografica, il sistema in questo caso dovrà usufruire maggiormente dei propri sensori così da determinare l’esatta geometria dell’ambiente di lavoro e stabilire l’esatto percorso che dovrà affrontare. Un livello che sembra però già essere a disposizione e che, a quanto ci dice Volkswagen, sarà in grado di apprendere e migliorarsi autonomamente a ogni viaggio. L’adozione della guida autonoma nella cave e nei cantieri permetterà di azzerare i ritardi, di ridurre i tempi di carico e scarico e di far lavorare ininterrottamente i camion vista la non necessità di un autista a bordo.

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Attualmente gli unici ostacoli al pieno sviluppo di questa tecnologia sono l’impianto legislativo e l’infrastruttura nella quale andrà a operare. Proprio per questo motivo per ora la sperimentazione di tale tecnologia è rilegata esclusivamente ad alcune aree specifiche. La stessa Scania, costruttore del gruppo Volkswagen, sta sperimentando il suo platooning autonomo tra i porti terminali di Singapore. Un viaggio su strade pubbliche a bordo di 4 camion, di cui solo il primo guidato da un driver, adibiti al trasporto di container. Infine, anche la stessa MAN, altro costruttore del gruppo Volkswagen, sta testando il proprio platooning questa volta in Germania, lungo l’autostrada A9 tra Monaco e Norimberga in condizioni di normale circolazione ma sotto particolari normative legislative.

Guida connessa

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Altro pilastro sicuramente importante è la guida connessa. In questa categoria il costruttore tedesco punta a connettere il più possibile i veicoli tra loro, così da poter scambiare informazioni utili alla sicurezza stradale, e con una sorta di cloud, utile alla gestione della flotta in modo da poterne ottimizzare i consumi e le emissioni. Grazie, infatti, a questo preciso e rapido scambio tra i veicoli e cloud è possibile tenere sotto controllo sia la flotta, quindi tutti i dati importanti di ogni singolo camion, che le stesse capacità di guida dei conducenti, andando in questo modo ad analizzare possibili margini di miglioramento.

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Anche questa tecnologia fa affidamento su un numero elevato di sensori montati a bordo del camion, sensori come GPS, telecamere, laser e radar, e sfrutta collegamenti a bassa latenza ed elevata larghezza di banda, basati su reti cellulari 5G, capaci di trasferire un grosso quantitativo di dati complessi in maniera rapida e sicura. Attualmente sono in corso diverse prove con ben 20 diversi clienti MAN su flotte miste. In queste prove sono stati coinvolti addirittura più di 100 veicoli proveniente da tutta Europa e basati su RIO, la piattaforma open-cloud di Volkswagen Truck & Bus Group.

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Una cosa è certa, il trasporto di beni materiali in maniera il più efficiente possibile contribuirà sicuramente a migliorare il flusso del traffico e a ridurre le emissioni tanto nelle aree urbane quanto in quelle extraurbane. Questo sarà l’unico modo in cui le città potranno gestire in future la forte e continua crescita nei volumi di trasporto.

Guida pulita

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Passando al fronte della guida pulita il Marchio tedesco punta a introdurre non poche novità sia per quel che concerne il trasporto medio e leggero sul corto raggio che per quel che riguarda il trasporto pesante sul lungo raggio. Tutte soluzioni che mirano a trovare motori con alimentazioni o azionamenti alternativi così da ridurre in maniera consistente (ulteriore 25% in 20 anni) le emissioni prodotte dal trasporto pubblico o privato. In ambito urbano la soluzione migliore potrebbe rivelarsi l’azionamento elettrico grazie alla sua totale assenza di emissioni e alla possibilità di ricaricare le batterie giornalmente a fronte di percorrenze chilometriche non eccessive. Una strategia che troverebbe impiego tanto nei trasporti di distribuzione medio e pesanti quanto negli autobus urbani e che nel breve termine troverà compimento in una gamma completa di veicoli elettrici per il mercato europeo.

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Tutto questo grazie all’edrivetrain, il propulsore elettrico che, base per qualsiasi architettura elettrica in futuro, è stato progettato in modo da permettere l’utilizzo su autocarri di distribuzione futuri e autobus urbani fabbricati dai marchi Volkswagen Truck & Bus come elemento modulare universale. Sia MAN che Scania testeranno in diverse città europee questo propulsore su versioni di pre-serie di un autobus urbano che funziona con batterie elettriche (BEV) in condizioni di uso quotidiano (la produzione di serie di questi bus elettrici dovrebbe iniziare prima del 2020). Un esempio chiaro di adozione di questa tipologia di motore elettrico ne sono il nuovo eCrafter, un furgone ad alte prestazioni con una portata fino a circa 200 km che verrà spedito a clienti selezionati entro la fine del 2017, oppure il nuovo e-Delivery, un camion moderno per la logistica urbana destinato a migliorare la sostenibilità nella consegna delle merci, che sarà costruito da Volkswagen Caminhões e Onibus in Brasile nel 2020 e ha avuto la sua prima mondiale proprio all’Innovation Day.

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Sul fronte del trasporto pesante e dei trasporti su lungo raggio la tecnologia delle batterie attuali ha ancora un grave ostacolo da superare: soddisfare i requisiti energetici necessari ridurrebbe in modo sproporzionato la capacità di carico. In questo caso le soluzioni ideali potrebbero rivelarsi o i motori a combustione interna, che invece di adottare il gasolio come alimentazione potrebbero essere alimentati a biodiesel o meglio ancora a gas naturale liquefatto (LNG), oppure l’adozione di alimentazioni ibride (diesel + elettrico) o ancora la scelta di elettrificare i mezzi pesanti ma tramite una soluzione alternativa rispetto ai classici pacchi a batterie. In quest’ultimo caso i mezzi pesanti, chiamati e-road, si troverebbero ad essere alimentati da linee elettriche simili a quelle utilizzate nel settore ferroviario. Il trasporto su gomma alimentato da motori elettrici si troverebbe quindi inserito in speciali ed esclusive corsie dove potrà ricevere energia direttamente dalle linee aeree grazie al pantografo montato sul telaio dietro alla cabina. Questi mezzi pesanti, inoltre, saranno equipaggiati con catene cinematiche ibride e con batterie caricabili esclusivamente per la distanza da percorrere in modo da permettere di operare come veicoli elettrici quando viaggiano lungo la strada elettrica, e come normali veicoli ibridi su strade standard.

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Al di fuori della corsia alimentata a energia elettrica, infatti, il pantografo viene disconnesso e il camion funziona o per mezzo del motore a combustione o, in alternativa, attraverso il motore elettrico alimentato a batteria. Lo stesso sistema si applica anche quando si vuole superare un altro veicolo mentre si sta viaggiando sulla strada elettrica.